La creatrice di contenuti cubana Kuki Acea, residente in Spagna, ha pubblicato mercoledì scorso un video su TikTok di quasi sei minuti in cui confronta la situazione dei cubani emigrati in Europa con quelli che vivono negli Stati Uniti, e lancia una critica diretta a coloro che, secondo lei, sprecano le opportunità del paese nordamericano avvolgendosi in violenza, risse e dinamiche di «farándula».
«Il cubano che vive in Europa, lo vedi combattere, lottare. Sfortunatamente c'è solo un salario ed è difficile trovare soldi extra. La Spagna è attualmente messa molto male, qui non c'è un peso», afferma Kuki Acea all'inizio del video, prima di confrontare questa realtà con ciò che, a suo avviso, i cubani hanno a disposizione negli Stati Uniti.
La creatrice descrive che in Spagna la monetizzazione sui social media è praticamente inesistente, mentre negli Stati Uniti «anche attraverso i social media si diventano virali e si inizia a guadagnare facendo promozione di qualsiasi sciocchezza».
Tuttavia, ciò che lo preoccupa di più non è l'economia, ma la violenza. «Ogni due o tre giorni ascolto una notizia, che lui ha ucciso l'altro, il marito ha ucciso la moglie perché non voleva stare più con lei», denuncia, e aggiunge con fermezza: «Le donne non sono di tua proprietà».
Questa preoccupazione ha un fondamento concreto nei dati. Gli osservatori indipendenti OGAT e YSTCC hanno documentato 12 femminicidi di cubane all'estero nel 2025, sei dei quali negli Stati Uniti. Nel maggio del 2026, poche settimane prima del video, un cubano è stato arrestato per aver ucciso la sua partner a North Fort Myers, Florida, e un altro è stato arrestato accusato di aver ucciso sua moglie a Las Vegas.
Kuki Acea critica anche i gruppi o «branco» che si formano tra i cubani emigrati. «Il gruppo non porta mai nulla di buono. L'invidia. Il cubano è invidioso», sentenzia, e avverte che tali dinamiche collettive tendono a generare conflitti e «disgrazie».
Di fronte a questo panorama, la creatrice cita come esempio positivo un'altra cubana residente negli Stati Uniti, conosciuta come «Flor de Cuba»: «Quella donna, da quando è arrivata, è molto determinata. Lei e suo marito stanno cercando una quantità incredibile di proiettili, senza la necessità di urlare sui social media, senza voler litigare con nessuno».
Il dibattito su dove vivono meglio i cubani emigrati —se negli Stati Uniti o in Spagna— è attivo da anni nella diaspora. Kuki Acea non è estranea a questo dibattito: in video precedenti aveva già satirizzato le aspettative economiche di chi arriva in Spagna e le pressioni dei familiari a Cuba nei confronti dell'emigrato.
Nel suo video più recente, la creatrice va oltre e propone conseguenze concrete per coloro che commettono reati: «Tutti questi cubani che vanno lì in questo churre dovrebbero tutti essere deportati di nuovo a Cuba. O, quando commettono il minimo, carcere a vita».
Il finale del video riassume il suo messaggio centrale: «Se voi a Cuba non avete mai sparato a nessuno e non avete mai estratto un coltello per attaccare il vostro presidente, allora cosa ci fate in un paese che vi offre la possibilità di progredire, di liberarvi dalla fame? Concentratevi. Non siete usciti da Cuba per restare in questa normalità».
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