Cineasta Jorge Dalton: "'Raúl è Raúl' forse è il motto più vuoto e stupido che sia mai stato inventato."

Il cineasta Jorge Dalton ha demolito su Facebook le manifestazioni del regime a sostegno di Raúl Castro.



Miguel Díaz-Canel e altre figure del governo cubanoFoto © Facebook / Miguel Díaz-Canel Bermúdez

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Il cineasta cubano-salvadoreño Jorge Dalton ha pubblicato su Facebook una critica contundente alle marce organizzate dal regime in sostegno a Raúl Castro, dove ha definito lo slogan "Raúl è Raúl" -lanciato da Miguel Díaz-Canel- come il "più vuoto e stupido che sia stato inventato in questi giorni", e ha aggiunto che "solo a un perfetto idiota poteva venire in mente".

Il testo risponde direttamente all'atto celebrato venerdì 22 maggio presso la Tribuna Antiimperialista José Martí de La Habana, convocato dall'Unione dei Giovani Comunisti e altre organizzazioni di massa dopo la denuncia penale presentata dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti contro l'ex presidente il 20 maggio.

Dalton non lesina in durezza nel riferirsi all'imputato: "Raúl sarà pur Raúl, ma è un Raúl accusato di omicidio e questo nessuno può toglierglielo, poiché tale accusa è in prima pagina nei principali mezzi di informazione del mondo".

I reati federali, approvati da un gran giurì del Distretto Meridionale della Florida il 23 aprile, accusano Castro di cospirazione per assassinare cittadini statunitensi e quattro capi di omicidio per la morte di quattro membri di Hermanos al Rescate, abbattuti il 24 febbraio 1996 nelle acque internazionali dello Stretto della Florida.

Il cineasta, figlio del poeta Roque Dalton e formato presso l'Istituto Cubano per l'Arte e l'Industria Cinematografica, smonta con ironia la composizione delle manifestazioni: "La maggior parte di coloro che partecipano proviene dai vari ministeri, dalle Forze Armate, da autobus con poliziotti in abiti civili, membri del Partito Comunista, giovani sempre più incapaci e membri dell'Unione dei Giovani Comunisti, Ministero dell'Interno, Brigate di Risposta Rapida e tutto ciò che in sintesi compone il monumentale e parassitario settore statale che nella maggior parte non produce nulla".

Captura di Facebook / Jorge Dalton

Dalton contrasta l'aspetto curato degli assistenti - "ben vestitini, cappellini puliti, pullover bianchi, rossi e blu, ben lavati, pettinati e ben stirati" - con la miseria del popolo cubano, e sottolinea che "molti sembrano appena usciti dai loro condizionatori d'aria con l'adrenalina alta, così alta come il loro cinismo".

Menziona esplicitamente la presenza di Mariela Castro all'evento e critica figure del regime come Johana Tablada, Bruno Rodríguez Parrilla e il vicecancelliere Carlos Fernández Cossio, che descrive mentre comprano vestiti nei negozi di New York, Madrid, Barcellona e Città del Messico: "Loro, per citarne solo alcuni, sono quelli del lato che hanno tutto".

Il cineasta evidenzia anche la netta assenza di cubani neri nelle manifestazioni: "I neri continuano a essere il settore più marginale e povero in questo oltre mezzo secolo di dittatura socialista."

Il weekend ha avuto anche una nota grottesca: lo stesso Raúl Castro non si è presentato all'evento organizzato in suo onore, il che ha scatenato una serie di derisioni sui social con frasi come "E il premiato non è andato al suo evento?" e "E Raúl nella caverna!".

Documenti interni filtrati hanno rivelato che l'Empresa Eléctrica de La Habana ha mobilitato forzosamente 971 lavoratori da 41 unità per assistere all'evento, con trasporto a partire dalle 5:00 del mattino.

Poi è stato riferito che il regime sta preparando tribune aperte in tutto il paese dal 23 maggio al 3 giugno, in mezzo a una crisi elettrica con un deficit record superiore ai 2.000 MW.

Dalton conclude il suo testo con una descrizione devastante dei cubani che non partecipano a quelle mobilitazioni: quelli che vivono "tra lunghe code per comprare una schifezza, tra montagne di spazzatura, aspettando che arrivi un camion dopo 60 o 70 giorni senza acqua, con blackout, senza cibo, senza medicine, affamati di ogni genere e con tutte le tristezze accumulate".

Per loro, scrive il cineasta, la risposta è ovvia: "Non vanno a quelle manifestazioni".

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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