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La deputata cilena Chiara Barchiesi, del Partito Repubblicano, ha presentato una mozione alla Camera dei Deputati per promuovere la creazione di un tribunale internazionale che indaghi e giudichi i crimini commessi dalla dirigenza del regime cubano per quasi sette decenni.
La iniziativa, sostenuta dal presidente José Antonio Kast, arriva appena tre giorni dopo che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha formalmente accusato Raúl Castro per la sua presunta responsabilità nell'abbattimento di due aerei dell'organizzazione Hermanos al Rescate il 24 febbraio 1996, che ha causato la morte di quattro cubanoamericani.
«Tutti siamo pienamente consapevoli della violazione dei diritti fondamentali commessa dalla dittatura comunista cubana. Abbiamo visto prigionieri politici, persecuzioni, torture, qualcosa che è stato confermato anche dalla Corte Interamericana dei Diritti Umani», ha dichiarato Barchiesi.
La legislatrice ha spiegato che il progetto costituisce una richiesta formale al Potere Esecutivo cileno affinché promuova la sede di quel tribunale.
«Abbiamo bisogno di un paese che ospiti tale tribunale. Noi da Chili, per l'impegno democratico che abbiamo, per l'anelito al quale ci uniamo dal popolo cubano per la libertà, stiamo presentando questa mozione. È necessario un tribunale che giudichi la dittatura cubana», ha dichiarato.
La mozione ha un carattere dichiarativo e non è una legge vincolante, ma rappresenta un passo politico significativo nello scenario di pressione giudiziaria internazionale che si configura contro Raúl Castro, di 94 anni.
Negli Stati Uniti, i capi d'accusa presentati martedì scorso includono cospirazione per assassinare cittadini statunitensi, distruzione di aeromobili civili e quattro capi d'accusa di omicidio per le morti di Armando Alejandre Jr., Carlos Costa, Mario de la Peña e Pablo Morales.
L'accusa si basa su una registrazione audio di giugno 1996 e più di 10.000 pagine di documenti declassificati dall'FBI. La condanna potrebbe comportare carcere a vita o addirittura la pena di morte.
Il contesto politico in Cile è altrettanto rilevante. Kast, che ha assunto la presidenza dopo le elezioni del 2025, è stato storicamente uno dei politici latinoamericani più critici nei confronti del regime cubano, arrivando a proporre la chiusura dell'ambasciata cilena a L'Avana durante la sua campagna elettorale.
Il Consiglio di Stato di Cuba ha respinto l'imputazione statunitense venerdì, definendola ingerenza, nella stessa linea con cui il regime ha storicamente risposto a qualsiasi tentativo di responsabilità internazionale.
Castro risiede a Cuba e non esistono trattati di estradizione con gli Stati Uniti né con il Cile. Entrambi i processi rappresentano un traguardo storico: per la prima volta, due governi stranieri avviano simultaneamente azioni legali formali contro l'ex presidente cubano, accumulando decenni di repressione documentata che il regime non ha mai dovuto affrontare davanti a nessun tribunale.
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