La cantante cubana Lucrecia (Pérez Sáez) ha reagito con emozione e speranza questo mercoledì all'imputazione di Raúl Castro da parte della giustizia americana, riassumendo il momento storico con una frase: «Tutto trova il suo posto, perché è, inoltre, il giorno della Repubblica, che si era voluto annullare all'epoca».
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha declassificato questo mercoledì un'accusa sostitutiva contro Raúl Castro, di 94 anni, per la sua presunta responsabilità nell'abbattimento di due aerei civili dell'organizzazione Hermanos al Rescate il 24 febbraio 1996. Le accuse includono la cospirazione per assassinare cittadini statunitensi, distruzione di aerei civili e quattro accuse individuali di omicidio per la morte di Armando Alejandre Jr., Carlos Costa, Mario de la Peña e Pablo Morales, i cui corpi non sono mai stati recuperati.
Intervistata in diretta da Tania Costa, Lucrecia ha sottolineato il peso simbolico della data, poiché l'accusa è stata resa pubblica proprio in questo Giorno dell'Indipendenza di Cuba, anniversario della Repubblica del 1902.
«Tanto è accaduto a Cuba, e continua ad accadere, ed è giunto questo momento di riconoscimento per quelle persone così coraggiose che recuperavano tanti cubani che partivano e si giocavano la vita per attraversare il mare, e ingiustamente le loro vite sono state annullate», ha dichiarato l'artista.
Lucrecia, che fu proibita a Cuba per aver composto la colonna sonora del documentario "Balseros", che ritraeva precisamente la tragedia di coloro che fuggivano su zattere in quel periodo.
Riguardo al futuro del processo giudiziario, l'artista si è mostrata fermamente convinta. «Quello che deve succedere, succederà. Dovrà affrontare tutto ciò che la riguarda in questo momento, essere giudicata e nel luogo in cui si trova, negli Stati Uniti. Sicuramente accadrà. Bisogna avere fede».
L'assenza di un trattato di estradizione tra Cuba e Stati Uniti limita l'effetto pratico immediato dell'imputazione, qualcosa che Lucrecia ha riconosciuto con pragmatismo: «È tutto molto lento, ma l'importante è che sia già emerso e il mondo ne è venuto a conoscenza. Grazie all'immediatezza delle piattaforme digitali, il mondo sa cosa sta succedendo».
Nel frattempo, il regime ha risposto con la sua solita postura: Díaz-Canel è intervenuto a difesa di Raúl Castro dopo la notizia dell'accusa, e L'Avana ha definito «inganno» il caso Hermanos al Rescate.
Lucrecia ha concluso il suo intervento con una visione del futuro che mescola il dolore accumulato con la speranza: «Siamo nelle ceneri, noi a Cuba. E io ho fede che Cuba torni a essere la perla dei Caraibi. Penso che, dopo che tutto questo sarà passato, Cuba rinascerà come una fenice e sarà meravigliosa».
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