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John Bolton, ex consigliere per la Sicurezza Nazionale di Donald Trump, ha previsto martedì che il regime cubano potrebbe collassare «in pochi mesi», in un intervista concessa al programma 'Hora América' di Radio Exterior de España durante una sosta a Madrid.
Bolton ha sostenuto che Cuba sta attraversando il suo momento più debole in decenni, colpita da una crisi energetica senza precedenti, dal deterioramento economico accelerato e dalla perdita della fornitura di petrolio venezuelano dopo la caduta di Nicolás Maduro.
«Il governo cubano ha annunciato che fondamentalmente non ha più petrolio. Ci sono interruzioni di corrente in tutto il paese. Se i giovani cubani sono disposti a esprimere il loro malcontento, il collasso potrebbe verificarsi piuttosto rapidamente», ha affermato l'ex funzionario.
L'ex consulente ha insistito sulla necessità di differenziare il caso cubano da quello di altri regimi: «Cuba non è Venezuela. Non è Iran. Non è Afghanistan», sottolineando che l'isola si trova «a 90 miglia dalla Florida» e ha un peso storico unico nella politica estera americana.
Ha definito come «inaccettabile» che rimanga al potere «un residuo del regime di Castro, come il nipote di Raúl Castro», in riferimento a Raúl Guillermo Rodríguez Castro, che suppostamente ha partecipato ai recenti colloqui con Washington.
La crisi energetica che descrive Bolton è documentata dallo stesso regime: il ministro dell'Energia cubano ha ammesso a maggio che il paese è «senza combustibile» per produrre elettricità, con deficit di generazione superiori a 1.955 MW durante le ore di punta e blackout fino a 24 ore al giorno in diverse province.
Cuba riceve solo una nave di carburante delle otto necessarie mensilmente, una situazione che si è aggravata dopo l'esaurimento di una spedizione di petrolio russo.
Le dichiarazioni di Bolton arrivano in un momento di massima tensione tra Washington e L'Avana. Secondo quanto rivelato da Politicol'amministrazione Trump sta studiando opzioni militari contro Cuba, da attacchi aerei mirati a un'invasione terrestre, e il Comando Sud ha convocato riunioni di pianificazione al riguardo.
Il 14 maggio, il direttore della CIA, John Ratcliffe, ha visitato L'Avana nel contatto diretto di più alto livello tra i due governi dal 2016, incontrando autorità del MININT e il nipote di Raúl Castro.
Paralelamente, il Dipartimento di Giustizia prepara accuse penali contro Raúl Castro per l'abbattimento di aerei di Hermanos al Rescate nel 1996, con presentazione prevista questo mercoledì 20 maggio.
Bolton ha attribuito al segretario di Stato Marco Rubio il ruolo di «la persona più determinata a porre fine al regime di Castro», collegando questa determinazione alle sue origini cubane e al peso politico dell'esilio in Florida.
In aprile, Bolton aveva già avvertito che Trump potrebbe ripetere con Cuba il «gioco» del Venezuela, accettando gesti superficiali senza richiedere cambiamenti strutturali al regime.
Díaz-Canel ha risposto martedì sui social media che un'aggressione militare statunitense «provocerebbe un bagno di sangue di conseguenze incalcolabili», mentre Trump ha pubblicato su Truth Social: «Cuba chiede aiuto, e parliamo!», lasciando aperta la porta a una negoziazione diplomatica.
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