Trump su Cuba: «Non possono accendere le luci, non possono mangiare»

Trump ha affermato che a Cuba «non si possono accendere le luci né mangiare» e che raggiungere un accordo diplomatico con il regime «non sarà difficile» per gli Stati Uniti.



Donald TrumpFoto © Captura X/@RapidResponse47

Il presidente Donald Trump ha affermato martedì, durante i lavori di ristrutturazione dell'ala est della Casa Bianca, di ritenere possibile raggiungere un accordo diplomatico con Cuba e ha descritto con crudo realismo la crisi umanitaria che vive l'isola.

«A Cuba non possono accendere le luci. Non possono mangiare. Non vogliamo vedere questo», ha detto Trump alla giornalista Shelby Talcott.

Le dichiarazioni sono emerse in risposta a domande dei giornalisti sulla possibilità di un accordo con il regime cubano, in un momento in cui le relazioni tra Washington e L'Avana attraversano un'escalation senza precedenti.

«Con Cuba, credo di sì. Sì, credo di sì», rispose Trump quando gli fu chiesto di un possibile accordo diplomatico.

Il mandatario ha lodato i cubanoamericani, dei quali ha affermato di aver ottenuto il 97% dei voti, e ha ribadito la sua disponibilità ad agire a loro favore: «Hanno familiari a Cuba. Sono stati trattati molto, molto male. Risolveremo questa situazione. Non sarà difficile per noi farlo».

Quando un giornalista gli ha chiesto se potesse farlo senza cambiare il regime, Trump ha risposto con ambiguità: «Non so nulla sul cambiare il regime. Posso farlo, che cambino o meno il regime. È stato un regime duro. Hanno ucciso molte persone, ma è un paese che ha davvero bisogno di aiuto. Non ha niente».

Le parole del presidente contrastano con il tono più scettico del suo segretario di Stato, Marco Rubio, che ha dichiarato la settimana scorsa a Fox News: «Daremo loro un'opportunità. Ma non credo che accadrà. Non credo che possiamo cambiare il corso di Cuba mentre queste persone siano al comando».

Le dichiarazioni di Trump arrivano un giorno dopo che la rivista Politico ha rivelato che l'amministrazione sta studiando opzioni militari contro Cuba, da attacchi aerei mirati a un'invasione terrestre, dopo il fallimento della campagna di pressione economica.

Il contesto diplomatico precedente include movimenti di alto livello: il 14 maggio, il direttore della CIA, John Ratcliffe, ha visitato L'Avana —il contatto diretto più elevato tra i due paesi sul territorio cubano dal 2016— e ha incontrato il ministro dell'Interno cubano e Raúl Guillermo Rodríguez Castro, nipote di Raúl Castro.

Il 12 maggio, Trump aveva pubblicato su Truth Social: «Cuba chiede aiuto, e noi parleremo!», mentre il cancelliere cubano Bruno Rodríguez ammetteva che hanno iniziato «un processo di scambi» con Washington.

Alla pressione diplomatica e militare si aggiunge quella giudiziaria: il Dipartimento di Giustizia prepara un'accusa penale contro Raúl Castro, di 94 anni, per l'abbattimento di aerei di Hermanos al Rescate il 24 febbraio 1996, in cui morirono quattro persone.

Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha avvertito lunedì che un'aggressione militare americana «provocerebbe un bagno di sangue di conseguenze incalcolabili», mentre Trump insiste nel dire che risolvere la situazione a Cuba «non sarà difficile».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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