Giovane cubano spiega cosa c'è dietro la nuova Legge sulla Migrazione

Il creatore di contenuti Emmanuel H. Castillo analizza la Legge 171 sull'Immigrazione e il Decreto 117 e conclude che proteggono l'élite del regime dalle sanzioni degli Stati Uniti.



Emmanuel H CastilloFoto © Instagram / castleeee_ed

Il creatore di contenuti cubano Emmanuel H. Castillo ha pubblicato un video su Instagram in cui smonta la narrativa ufficiale e sostiene che, più che un aiuto per gli emigrati, la nuova Legge 171 di Migrazione di Cuba funziona come un meccanismo di protezione patrimoniale per l'élite del regime.

Castillo costruisce il suo argomento su una clausola che, secondo lui, «quasi nessuno sta leggendo»: per mantenere la «residenza effettiva migratoria» —cioè i diritti completi nell'isola anche se si vive all'estero— non è necessaria la presenza fisica a Cuba, ma è richiesto di dimostrare «un legame tramite vincoli familiari, lavorativi, economici o patrimoniali».

«Chi ha più proprietà, più conti e più famiglia ben sistemata a Cuba della stessa élite che l'ha governata per quasi 70 anni?», chiede il creatore di contenuti nel video.

La legge era stata  approvata dall'Assemblea Nazionale il 19 luglio 2024. La sua novità più evidente è l'eliminazione del limite di 24 mesi trascorsi all'estero che convertiva automaticamente i cubani in «emigrati definitivi», facendogli perdere i diritti sui propri beni nell'isola.

Pero Castillo collega questa legge con un altro strumento che è già in vigore: il Decreto-Ley 117/2026, pubblicato il 5 maggio nella Gaceta Oficial Extraordinaria No. 60, che crea una condizione migratoria speciale chiamata «Investitori e Affari» per cubani residenti all'estero.

Questo decreto consente agli emigrati di operare a Cuba con pieni diritti, a condizione che dispongano dell'approvazione di un ente statale.

«La Legge 171 protegge ciò che possiedi. Il Decreto 117 ti consente di gestirlo come se non fossi mai andato via. Uno è il lucchetto e l'altro è la chiave», riassume Castillo.

L'analisi acquista maggiore importanza se si considera il momento in cui è stato pubblicato il pacchetto normativo: il 5 maggio, due giorni prima che il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti annunciasse sanzioni contro GAESA, il conglomerato militare che controlla tra il 40% e il 70% dell'economia cubana, insieme al suo amministratore delegato e all'azienda mineraria Moa Nickel S.A.

Marco Rubio ha confermato l'8 maggio che arriveranno altre sanzioni nei prossimi giorni e settimane, precisando che sono rivolte contro il regime, non contro il popolo cubano.

Per Castillo, il regime sta inviando un messaggio sottinteso alla propria élite, mentre offre un'altra immagine al mondo: «Quello che il regime sta dicendo alla propria gente non è ciò che sta comunicando alla stampa. Sta dicendo: muoviti, riqualificati per le proprietà del nome giusto e entra come investitore prima che chiudano tutto».

Il creatore di contenuti, che a marzo ha pubblicato un altro video virale sulla unità come chiave per il cambiamento a Cuba, avverte anche che la Legge 171 conferisce al MININT poteri ampliati per autorizzare o negare l'ingresso, l'uscita o la permanenza di cittadini, e include divieti di uscita per «preservazione della forza lavoro qualificata» o «protezione delle informazioni ufficiali».

La nuova condizione migratoria per gli investitori richiede inoltre il pagamento di un'imposta di 3.500 pesos cubani per documenti, come stabilito nella Risoluzione 93/2026 del Ministero delle Finanze e dei Prezzi, inclusa nello stesso pacchetto normativo.

«La legge che protegge le proprietà degli emigrati, quella che tutti noi celebriamo, perché sì ha aspetti positivi, è esattamente la stessa legge che fornisce al regime il quadro per tutelare le proprietà di chi ha di più a Cuba», conclude Castillo, riassumendo la paradosso centrale della sua analisi: lo stesso strumento serve a due scopi completamente distinti.

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