
Video correlati:
Il 80,1% dei cubani sostiene che l'isola debba passare a un modello capitalistico di democrazia liberale e economia di mercato, secondo i risultati finali di un sondaggio di opinione pubblica che si è chiuso il primo maggio con 41.658 risposte, il più grande sforzo collettivo di misurazione dell'opinione pubblica cubana fino ad oggi.
La encuesta è stata lanciata il 24 aprile da una coalizione di oltre 20 media digitali indipendenti cubani, tra cui El Toque, CiberCuba, El Estornudo e Rialta, attraverso il sito encuestascuba.net.
Il 58% dei partecipanti ha risposto da Cuba —24.211 persone— e il 42% restante dall'estero, identificati tramite geolocalizzazione anonima.
I dati sul modello politico sono chiari: sommando coloro che supportano la democrazia liberale di mercato (80,1%) e quelli che preferiscono un sistema misto (10,6%), oltre il 91% sostiene qualche tipo di cambiamento strutturale profondo. Solo lo 0,2% considera che il socialismo sia il modello adeguato e debba rimanere così com'è.
Il rifiuto del sistema attuale si estende a tutte le dimensioni misurate. Il 99% degli intervistati si è dichiarato a favore dell'eliminazione del Partito Comunista come partito unico, il 94% si è dichiarato «molto insoddisfatto» del governo e il 95% ha indicato che i cittadini non hanno alcuna influenza nelle decisioni del regime.
Miguel Díaz-Canel ha ottenuto una valutazione media di 1,11 su cinque, con il 93,7% degli intervistati che gli ha assegnato il punteggio minimo. Quando è stata posta la domanda su figure del governo cubano con prestazioni favorevoli, la risposta più comune è stata: «Nessuno è utile a nulla».
Tra i principali problemi di Cuba identificati dagli intervistati spiccano la mancanza di libertà civili e politiche (82,2%), l'inefficienza e l'immobilismo governativo (74,8%) e la crisi economica e la scarsità di beni di prima necessità (52,7%).
Un dato particolarmente significativo ridefinisce il dibattito sulle sanzioni statunitensi: solo il 4,7% identifica l’embargo come il principale problema del paese, mentre il 46,6% lo sostiene come meccanismo di pressione per il cambiamento democratico.
Tra le figure internazionali valutate positivamente, gli intervistati hanno menzionato con maggiore frequenza María Corina Machado, Javier Milei e Nayib Bukele. Tra i riferimenti dell'opposizione cubana, si sono distinti Amelia Calzadilla ed Eliecer Ávila.
Il regime ha risposto con due azioni simultanee: ha bloccato l'accesso al sondaggio dall'isola durante il periodo di raccolta e ha pubblicato il 28 aprile un articolo sul quotidiano ufficiale Juventud Rebelde intitolato «Il sondaggio, l'IA e la manipolazione», che accusava i media partecipanti di essere «finanziati dal Dipartimento di Stato» e di utilizzare algoritmi in modo manipolativo.
I risultati di questo sondaggio non sono un fenomeno isolato. L'agenzia di sondaggio indipendente CubaData ha già documentato a maggio del 2024 che solo il 3% dei cubani si considerava fermamente socialista e che l'85,9% desiderava un cambiamento verso un modello più aperto, cifre che la consultazione del 2026 conferma ed espande con un campione senza precedenti.
Il sito encuestascuba.net ha annunciato che il rapporto finale completo sarà pubblicato a breve: «Il sondaggio sulle prospettive politiche e sociali a Cuba è chiuso. Risultati aggregati e anonimi. Pubblicheremo il rapporto a breve».
Archiviato in: