Un video pubblicato su Facebook mostra lo stato di abbandono e degrado della Casa di Riposo «Lidia Doce» di Bayamo, capitale della provincia di Granma, dove l'edificio appare sgomberato e smantellato progressivamente.
«Ora è un luogo dimenticato, sgomberato, in rovina e ogni giorno mostra un’immagine peggiore del giorno precedente. Lo stanno smontando poco a poco, non so che ne sarà, ma speriamo che abbia un futuro migliore», descrive l’autore del clip, identificato come «Robertico y su gozadera».
Il video di 30 secondi riassume in immagini ciò che i numeri confermano: il collasso del sistema di assistenza sociale cubano di fronte alla sua popolazione più vulnerabile.
Cuba è il paese più invecchiato dell'America Latina, con il 25,7% della sua popolazione over 60 anni alla fine del 2024, equivalente a più di due milioni di persone.
Tuttavia, lo Stato dispone solo di 156 case di riposo e 12.697 letti per l'intero territorio nazionale, e 51 comuni sono completamente privi di servizi di assistenza per anziani.
La situazione è così critica che lo stesso Ministero del Lavoro e della Sicurezza Sociale ha ammesso a marzo del 2026 che «non ci sono risorse per assistere persone vulnerabili».
Un sondaggio dell'ASIC su 506 pensionati in cinque province ha rivelato che il 98,8% percepisce un abbandono istituzionale, mentre il 99% afferma che la propria pensione non copre i bisogni fondamentali di alimentazione, alloggio e medicinali.
La povertà e l'abbandono caratterizzano la vecchiaia a Cuba, dove la pensione minima è stata aumentata a 4.000 pesos cubani nell'agosto del 2025, equivalente a meno di 10 dollari al cambio informale.
La migrazione di massa aggrava la situazione: più di 1,4 milioni di cubani hanno lasciato l'isola dal 2020, lasciando il 17,4% degli anziani senza familiari prossimi che possano fornire loro supporto.
Circa il 15% delle persone anziane vive da sola e circa l'89% degli over 70 affronta un alto rischio di isolamento, secondo i dati del Centro di Studi sulla Convivialità.
La stampa straniera ha anche evidenziato l'abbandono degli anziani a Cuba, in un contesto in cui le province cubane accumulano anziani dipendenti senza una rete di supporto istituzionale né familiare.
Il domicilio porta il nome di Lidia Esther Doce Sánchez, eroina rivoluzionaria nata a Holguín nel 1916 e assassinata all'Havana il 17 settembre 1958 dopo essere stata catturata dalle forze batistiane.
Agì come messaggera chiave tra la Sierra Maestra e la dirigenza clandestina urbana, trasportando messaggi, medicine e rifornimenti per la colonna del Che Guevara.
Che un'istituzione che porta il suo nome si trovi oggi in rovina e in fase di smantellamento riassume, per molti cubani, lo stato attuale delle promesse sociali del regime.
Il Osservatorio Cubano di Audit Cittadino ha documentato che il 96,4% dei pensionati considera che le case per anziani non offrono condizioni adeguate in termini di infrastruttura, personale e assistenza, una cifra che il deterioramento della Casa Lidia Doce trasforma in un'immagine concreta.
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