Un video pubblicato su Facebook dall'utente Elier Ramos mostra un gruppo di cubani che versano olio direttamente nel motore di un trattore per farlo funzionare, di fronte all'impossibilità di procurarsi il gasolio sull'isola. Le immagini, diventate virali questa settimana, illustrano con durezza il livello di disperazione che affronta il settore agricolo cubano.
Nella registrazione, il narratore incoraggia i suoi compagni mentre uno di loro —che chiamano «il Fena»— versa l'olio nel motore: «Forza ragazzi, lì c'è il Fena che versa l'olio. Versa. Che si veda che non ci sono aghi. Andiamo per la terza scatola». Alla fine del clip, la frase riassume tutto: «Dobbiamo carburare, dobbiamo carburare», riferendosi alla sostituzione del diesel convenzionale che semplicemente non esiste.
Il caso non è isolato. Altri cubani hanno reso virali esperienze simili: l'agricoltore Juan José Martínez Serrat ha adattato il suo trattore per funzionare con olio vegetale da cucina usato, e una famiglia identificata come @el_paisus ha condiviso un processo identico. Prima, un cubano ha fatto funzionare la sua auto con carbone vegetale mediante gassificazione, un caso che è stato persino coperto da Reuters.
Dal punto di vista tecnico, l'olio vegetale puro presenta seri rischi per i motori diesel moderni: maggiore viscosità, accumulo di depositi di carbonio e danni agli iniettori. Tuttavia, i motori più vecchi e robusti —proprio quelli che predominano nel parco macchine agricole cubano invecchiato— tollerano meglio questo tipo di adattamenti d'emergenza.
La radice del problema è la crisi del carburante più grave che Cuba abbia vissuto negli decenni. Il litro di diesel nel mercato nero è quotato tra 1.500 e 3.000 pesos cubani, prezzi inaccessibili per la maggior parte dei produttori. Secondo i dati del primo trimestre del 2026, il 96,4% delle 9.236 microimprese agroalimentari registrate nell'isola affronta severe restrizioni per mancanza di carburante. I contadini cubani scambiano cibo per diesel per poter continuare le operazioni, secondo il Food Monitor Program.
L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) ha avvertito nel marzo del 2026 che la mancanza di gasolio impedisce la raccolta dei raccolti già seminati a Cuba, il che rappresenta un'emergenza umanitaria.
Il collasso energetico ha cause strutturali dirette. Cuba è passata da ricevere 105.000 barili al giorno di petrolio venezuelano nel 2012 a meno di 30.000 nel 2025. La fine del petrolio venezuelano colpisce duramente tutta l'economia cubana, e la situazione è peggiorata dopo la cattura di Nicolás Maduro il 3 gennaio 2026. A questo si aggiunge un ordine esecutivo del presidente Donald Trump, firmato il 29 gennaio 2026, che minaccia dazi ai paesi che forniscono petrolio a Cuba.
La disperazione nel trovare alternative ha generato anche un'ondata di furti di olio dielettrico dai trasformatori elettrici per rivenderlo come combustibile, lasciando interi comuni senza elettricità per settimane in province come Las Tunas, Granma, Holguín e Matanzas.
Mentre il campo cubano improvvisa con olio nei trattori, Díaz-Canel ha invocato «lo sforzo e il talento dei cubani» e le tecniche agroecologiche come risposta all'impossibilità di utilizzare macchinari a diesel, una risposta che contrasta con l'entità della crisi alimentare che soffre la popolazione.
Archiviato in: