Cabo Verde impedisce l'attracco di una nave da crociera a causa di un focolaio di hantavirus che ha causato tre morti: la situazione si complica a bordo

Cabo Verde ha negato l'attracco alla nave da crociera MV Hondius, con tre morti per hantavirus e due membri dell'equipaggio in gravi condizioni a bordo. Le Canarie stanno valutando di accogliere la nave.



Crucero MV Hondius, infettato da casi di hantavirusFoto © YouTube/Screenshot/El Mundo

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Cabo Verde ha negato il permesso di attracco alla nave da crociera MV Hondius nel porto di Praia, lasciando 149 passeggeri di 23 nazionalità bloccati di fronte alle sue coste in mezzo a un focolaio di hantavirus che ha già causato tre morti e mantiene due membri dell'equipaggio con sintomi gravi a bordo.

La presidenta del Instituto Nazionale della Salute Pubblica di Capo Verde, Maria da Luz Lima, ha annunciato la decisione domenica notte: «In coordinamento con altre autorità, non è stata concessa al traghetto l'autorizzazione ad attraccare nel porto di Praia».

La misura mira a proteggere la popolazione capoverdiana dal rischio sanitario rappresentato dalla nave.

Un viaggio che si è trasformato in tragedia

Il MV Hondius, operato dalla compagnia olandese Oceanwide Expeditions, è partito da Ushuaia il 20 marzo per un itinerario di 46 giorni con destinazione Capo Verde, con scali nelle Isole Georgias del Sud e sull'Isola di Sant'Elena.

Il primo deceduto è stato un passeggero olandese di 70 anni, morto a bordo l'11 aprile; il suo corpo è stato sbarcato sull'Isola di Santa Elena il 24 aprile, accompagnato dalla moglie di 69 anni.

La donna si è ammalata durante il viaggio di ritorno e ha subito un collasso all'aeroporto di Johannesburg mentre cercava di volare verso i Paesi Bassi, morendo successivamente in un ospedale di quella città.

Il 2 maggio è morto a bordo un terzo passeggero di nazionalità tedesca, anche se la causa ufficiale della sua morte è ancora sconosciuta.

Stato critico e evacuazioni pendenti

Un cittadino britannico di 69 anni, evacuato d'emergenza a Johannesburg il 27 aprile, rimane in condizioni critiche in un'unità di terapia intensiva ed è l'unico caso confermato da laboratorio di hantavirus; gli altri cinque sono sospetti.

A bordo ci sono inoltre due membri dell'equipaggio —uno britannico e uno olandese— con sintomi respiratori acuti che richiedono «assistenza medica urgente», secondo quanto riportato dall'armatore.

La Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) coordina l'evacuazione medica di questi due membri dell'equipaggio, mentre Capo Verde prepara un'ambulanza aerea di emergenza.

Oceanwide Expeditions ha riconosciuto in un comunicato che «ci troviamo di fronte a sfide complesse» e ha assicurato che «la salute e la sicurezza di tutti i passeggeri e dell'equipaggio sono la nostra massima priorità».

Canarie, possibile destino alternativo

Ante il rifiuto di Capo Verde, la compagnia di navigazione studia di dirigere la nave verso Las Palmas o Tenerife, nelle Isole Canarie, a due o tre giorni di navigazione.

I 149 passeggeri a bordo —tra cui 17 statunitensi, 14 spagnoli e almeno un argentino— sono sottoposti a rigorose misure di isolamento, protocolli di igiene e sorveglianza medica.

Cos'è l'hantavirus e perché preoccupa

L'hantavirus si trasmette principalmente tramite l'inalazione di aerosol contaminati con feci, urine o saliva di roditori infetti.

Le sospette si concentrano sul virus Andes, presente in Argentina e Cile, e l'unico ceppo documentato con capacità di trasmissione tra persone, sebbene in modo infrequente.

L'Argentina registrava un'allerta sanitaria attiva nel 2026, con 32 casi notificati tra gennaio e i primi di maggio, principalmente nelle province andine del sud del paese.

La mortalità del sindrome polmonare da hantavirus si attesta intorno al 35-38% e non esiste un trattamento antivirale specifico.

La OMS chiede calma

A dispetto della gravità dell'epidemia, l'OMS ha insistito sul fatto che non ci sono motivi per il panico. «Il rischio per il pubblico in generale resta basso. Non c'è bisogno di panico né di restrizioni ai viaggi», ha dichiarato il Dr. Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell'OMS per l'Europa.

Il direttore generale dell'organismo, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha sottolineato che «l'azione rapida e coordinata è fondamentale per contenere i rischi e proteggere la salute pubblica».

Kluge ha inquadrato l'incidente in termini più ampi: «Le minacce alla salute non rispettano le frontiere. Lavorare insieme è il modo in cui proteggiamo le persone».

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