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Il regime cubano ha pubblicato mercoledì nella Gazzetta Ufficiale N. 37 la Risoluzione 86/2026 del Ministero delle Finanze e dei Prezzi, che trasforma i lavoratori autonomi, le MIPYMES, le cooperative non agricole e i progetti di sviluppo locale in agenti di vigilanza finanziaria dello Stato, obbligandoli a verificare se i loro clienti compaiono in liste di terrorismo e a segnalarli segretamente alle autorità.
La norma, firmata l'8 aprile dal ministro Vladimir Regueiro Ale, dichiara «soggetti obbligati» tutti gli attori economici non statali che svolgono l'attività di tenuta dei libri, ovvero coloro che gestiscono la contabilità per le imprese private.
L'articolo quattro della risoluzione stabilisce che questi soggetti «sono responsabili di non prestare servizi a clienti che siano presenti in liste internazionali o nella Lista Nazionale di persone ed entità collegate ad azioni terroristiche».
Quando rilevano una corrispondenza, devono emettere «senza indugi» un Rapporto di Operazioni Sospette (ROS) alla Direzione Generale dell'Investigazione delle Operazioni Finanziarie (DGIOF) della Banca Centrale di Cuba, senza informare il cliente in questione in nessuna circostanza.
L'obbligo di riservatezza è assoluto: i privati «non possono rivelare le informazioni contenute nel ROS, salvo richiesta di autorità competente», secondo l'articolo 14.
Inoltre, devono conservare tutti i dati rilevanti dei propri clienti per cinque anni dalla conclusione della relazione contrattuale e cooperare obbligatoriamente con le autorità quando queste lo richiedano.
Il mancato adempimento di queste obbligazioni può arrivare fino alla Procura Generale della Repubblica, al Ministero dell'Interno e alla Corte dei Conti della Repubblica, secondo l'articolo 16 della risoluzione.
La misura amplia in modo significativo il controllo statale sul settore privato cubano in mezzo alla crisi, che conta più di 11.000 MIPYMES registrate, genera il 31,2% dell'occupazione e contribuisce per il 23% delle entrate fiscali.
La norma arriva dopo un'escalation normativa senza precedenti: la Risoluzione 56/2024 ha annullato le licenze di commercio all'ingrosso a TCP, MIPYMES e cooperative; il Decreto-Legge 91/2024 ha imposto multe fino a 72.000 pesos per infrazioni; e nel 2026 sono state aggiunte la fatturazione elettronica obbligatoria e restrizioni all'uso di divise nel commercio.
L'elemento più rivelatore della norma è l'elenco che i privati devono consultare obbligatoriamente prima di fornire qualsiasi servizio: la Lista Nazionale dei Terroristi del regime cubano, aggiornata a luglio 2025 tramite la Risoluzione 13/2025 del Ministero dell'Interno, include 62 individui e 20 enti, per lo più esuli cubani in Florida.
Entre i nominati figurano il comunicatore Alex Otaola, l'attivista Eliecer Ávila, il Paparazzi Cubano e organizzazioni come Alpha-66 e la Fundación Nacional Cubano Americana, personalità di Miami che il regime classifica come terroristi da quando ha pubblicato la prima versione di questo elenco nel dicembre del 2023.
Il governo giustifica la misura come parte dell'Obiettivo No. 8 del suo Programma Economico Sociale —«avanzare nell'implementazione delle direttive generali volte alla prevenzione e riduzione del crimine, della corruzione, delle illegalità e delle indiscipline sociali»— e come risposta agli impegni con il Gruppo di Azione Finanziaria per l'America Latina (GAFILAT), organismo che ha rilevato che il settore non statale cubano non era integrato nel sistema di segnalazione delle operazioni sospette.
In pratica, la Risoluzione 86/2026 non solo impone un onere burocratico aggiuntivo agli imprenditori che già operano in condizioni di crisi estrema: li trasforma in un'estensione dell'apparato di controllo statale, costringendoli a sorvegliare i propri clienti e a denunciarli segretamente alle stesse autorità che li perseguitano.
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