Il comico cubano Rigoberto Ferrera ha pubblicato questo venerdì un video su Facebook in cui ironizza —in doppio senso— sulla campagna ufficiale di raccolta firme del regime, informando con il suo caratteristico sarcasmo che si stanno raccogliendo firme, ma per l'eliminazione della spazzatura a L'Avana.
Il clip di 34 secondi, accompagnato dall'unico testo: "Questo va raccolto. Distinti saluti, Il frustino dei comunali", è stato registrato in via Perfecto Lacoste, nella capitale, e mostra cumuli di rifiuti accumulati in piena strada, apparentemente con un locale del Partito Comunista visibile sullo sfondo.
"Si stanno raccogliendo firme qui a Perfecto Lacoste affinché vengano a ritirare i rifiuti", dice Ferrera di fronte alla pila di immondizia, prima di aggiungere: "Questo bisogna raccoglierlo, amico mio. Per una città migliore". Il gioco di parole è semplice ma efficace: mentre il regime di Miguel Díaz-Canel mobilita la sua macchina per raccogliere milioni di adesioni a una dichiarazione politica, L'Avana è sepolta da mesi sotto tonnellate di spazzatura senza che nessuno la ritiri.
La campagna ufficiale che Ferrera parodia si chiama "La Mia Firma per la Patria" ed è stata lanciata il 19 aprile dal Partito Comunista di Cuba, in occasione del 65º anniversario della Battaglia di Playa Girón. Díaz-Canel è stato il primo a firmare al Museo Memoriale di Ciénaga de Zapata, Matanzas, e ha dichiarato solennemente: "Firmiamo la dichiarazione inequivocabile che la rivoluzione cubana non negozierà mai i suoi principi".
Al compasso di un'altra delle tante campagne propagandistiche della dittatura —questa volta intitolata: Dichiarazione del Governo Rivoluzionario "Girón è oggi e sarà sempre"— si intende raccogliere milioni di adesioni, con libri di firme aperti in comunità, centri lavorativi e istituzioni studentesche di tutto il paese e le consuete pressioni affinché la popolazione partecipi per sostenere l'iniziativa.
Lo que il regime non menziona nei suoi atti è che, mentre i suoi funzionari percorrono il paese con libri delle firme sotto il braccio, la capitale cubana affronta una crisi sanitaria di proporzioni allarmanti. Lo scorso febbraio, solo 44 dei 106 camion per la raccolta dell'Avana erano operativi a causa della scarsità di diesel. La città genera tra 24.000 e 30.000 metri cubi al giorno di rifiuti solidi, ma dispone di appena 10.000 contenitori quando ne servirebbero tra 20.000 e 30.000.
Di fronte all'inerzia dello Stato, i vicini hanno ricorso a bruciare la spazzatura per le strade, una pratica che la blogger Yoani Sánchez ha descritto il 15 aprile con una frase lapidaria: "L'Avana odora di spazzatura bruciata".
El stesso Ferrera aveva documentato quella realtà il 20 aprile, pochi giorni prima di questo video, quando pubblicò un altro clip in cui apparivano contenitori in fiamme nel pieno della città. L'ironia è che, mentre il regime estendeva i suoi registri in tutto il paese, L'Avana bruciava letteralmente tra i rifiuti.
La campagna ufficiale è stata denunciata anche da attivisti come un'operazione di propaganda forzata. A Cárdenas sono state segnalate minacce dirette ai lavoratori con frasi come "O firmi o sai cosa ti aspetta". L'oppositore José Daniel Ferrer e l'attivista Lara Crofs, insieme ad altre voci critiche, hanno fatto appello pubblicamente a non partecipare, definendo l'iniziativa un sostegno alla "tirannia".
Decine di internauti cubani hanno ricevuto il video di Ferrera con lo stesso umorismo tagliente che caratterizza la sua opera. "Chi dobbiamo raccogliere per primo?", ha scherzato un utente. Un altro ha aggiunto: "Firmo affinché raccolgano la spazzatura e la buttino bene, ma proprio lontano". Un terzo ha avvertito con ironia: "Se raccolgono firme per la raccolta della spazzatura, devono specificare di che spazzatura si tratta, altrimenti le file supereranno quelle del primo maggio". E un altro ancora ha chiuso il cerchio con precisione: "Anche il PCC sta raccogliendo firme affinché risolvano il problema della spazzatura".
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