L'immagine si ripete a L'Avana: rifiuti accumulati, fuoco aperto e colonne di fumo che si alzano in mezzo alla strada. Questa volta, a mostrarlo è stato il comico cubano Rigoberto Ferrera, che ha condiviso un video dove diversi container bruciano mentre lancia commenti carichi di ironia.
“Mira questo, asere”, dice all'inizio della registrazione, mentre inquadra una fila di serbatoi blu avvolti dalle fiamme, circondati da rifiuti sparsi per la strada. Il fumo copre buona parte dell'ambiente e rivela l'entità del problema.
Nel suo percorso visivo, Ferrera non si limita a mostrare l'incendio. Sottolinea anche la sporcizia accumulata nei dintorni e conclude con una frase che riassume il tono della sua denuncia: “Cosa direbbero Greta e Pablo? La gente che è venuta in barca a vela… Meraviglia della Florida”.
Il riferimento ironico contrasta con la realtà catturata dalle immagini: strade trasformate in discariche improvvisate, contenitori stracolmi e l'incendio dei rifiuti come uscita disperata di fronte alla mancanza di raccolta.
Il video si aggiunge a una serie di denunce che nelle ultime settimane hanno messo in evidenza il deterioramento dei servizi comunali nella capitale. In diversi punti dell'Avana, gli incendi di discariche sono diventati frequenti, molte volte in mezzo ai blackout, trasformando le fiamme in una fonte improvisata di “illuminazione” in interi quartieri.
Dietro queste scene c'è una crisi strutturale. La città opera con meno della metà dei suoi camion per la raccolta a causa della scarsità di carburante e dispone di un numero insufficiente di contenitori per il volume di rifiuti che viene generato quotidianamente. Il risultato è visibile: accumulo di spazzatura per giorni e residenti che scelgono di appiccare fuoco per liberarsene.
Le conseguenze vanno oltre il cattivo odore o la sporcizia. La combustione dei rifiuti libera sostanze tossiche che influenzano direttamente la salute, in una città dove il fumo è già parte del paesaggio quotidiano.
Mentre il discorso ufficiale insiste su soluzioni che non si concretizzano, per le strade la realtà è un'altra. Video come quello di Ferrera non solo documentano il problema, ma lo espongono attraverso il linguaggio più diretto rimasto: l'ironia di chi osserva e non può fare altro che mettere in evidenza l'evidente.
La chiamata “Città Meraviglia” torna ad ardere, letteralmente, tra immondizia e abbandono.
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