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Vecini del blocco 4 di Cárdenas, nella provincia di Matanzas, si sono rifiutati collettivamente di firmare un modulo ufficiale del governo cubano, anche dopo aver subito pressioni dirette e quella che hanno descritto come una minaccia velata, secondo quanto riportato questo giovedì da Christian Arbolaez su Facebook.
Una donna accompagnata da un uomo anziano è arrivata al blocco per raccogliere firme a sostegno della Dichiarazione del Governo Rivoluzionario "Cuba non sarà un trofeo per gli Stati Uniti", collegata alla commemorazione dell'anniversario di Playa Girón.
I residenti, tuttavia, si sono rifiutati di firmare il documento.
Secondo il racconto pubblicato, quando i vicini hanno rifiutato di firmare, l'uomo che accompagnava la donna avrebbe lanciato un'avvertenza implicita, interpretata dai presenti come una minaccia.
Tuttavia, nessuno cedette alla pressione.
La campagna di raccolta firme è stata presentata dalle autorità cubane come un'iniziativa spontanea della società civile, sebbene molteplici testimonianze di cittadini in diverse province indichino che si tratta di una mobilitazione organizzata dallo Stato, con pressioni su lavoratori, studenti e residenti dei quartieri.
La resistenza dei vicini di Cárdenas non è un caso isolato.
In social media, a poema virale intitolato "Non firmo", dell'autore José Martínez ha circolato, risuonando tra coloro che rifiutano di avallare con il proprio nome una dichiarazione del governo in mezzo alla grave crisi che attraversa il paese.
Tra le ragioni che pesano di più sul morale della popolazione figurano il deterioramento del servizio elettrico.
Cuba ha subito cinque crolli totali o parziali del sistema elettrico negli ultimi mesi, lasciando milioni di persone senza luce per ore e interi giorni.
Dicembre 2025 è stato il mese più critico per quanto riguarda i blackout, secondo analisi indipendenti sulla crisi energetica nell'isola.
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