L'altra faccia degli indulti del regime: Abbandono e miseria



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Un uomo conosciuto come Chachito, residente nel quartiere habanero di Santa Amalia, è stato trovato sdraiato e solo in un angolo della sua comunità dopo essere stato rilasciato dal regime cubano nell'ambito del indulto massivo di 2,010 prigionieri annunciato dal regime, secondo una denuncia diffusa dal comunicatore Luis Lozano e amplificata da La Tijera News.

Chachito è passato da essere un comune detenuto a diventare un detenuto politico e in sciopero della fame all'interno delle carceri castriste, una categoria che storicamente designa coloro che si sono rifiutati di sottoporsi ai programmi di rieducazione del regime, rivendicando la loro condizione di prigionieri di coscienza.

Fue trovato in condizioni critiche: un uomo malato, vicino ai 60 anni, incapace di camminare e con evidenti segni delle torture fisiche e psicologiche subite durante anni di prigionia.

Il suo caso si aggiunge a un lungo elenco di liberazioni che le organizzazioni per i diritti umani hanno definito come insufficienti e incomplete. Secondo Human Rights Watch, nessuno dei più di 700 prigionieri politici rimanenti è stato incluso nell'indulto, il che mette in evidenza il carattere selettivo e propagandistico della misura.

Organizzazioni come Justicia 11J hanno inoltre avvertito che molte di queste liberazioni avvengono sotto benefici penitenziari condizionati e revocabili, il che significa che gli scarcerati possono essere riportati in prigione in qualsiasi momento, senza reali garanzie di libertà.

L'abbandono istituzionale che subisce Chachito non è un caso isolato. Il Sistema di Assistenza alla Famiglia assiste solo 67.000 persone in tutto il paese, una cifra irrisoria rispetto alla magnitudo della crisi sociale che attraversa Cuba.

Casos simili sono stati documentati di recente. L'ex pugile Gaspar Casamayor Álvarez, riconosciuto Gloria Deportiva, è stato denunciato in condizioni di abbandono nonostante la sua carriera sportiva. È stato anche segnalato il caso di Camilo González, di 63 anni, che sopravvive all'aperto davanti a un ospedale, e quello di un anziano di Bayamo che raccoglie lattine nei rifiuti per sopravvivere.

Chachito è, secondo coloro che hanno denunciato la sua situazione, una vittima in più dell'abbandono e della repressione di un sistema che prima incarcerra e tortura, e poi restituisce le sue vittime in strada, senza risorse, senza una famiglia rintracciabile e senza alcun tipo di assistenza.

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