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Human Rights Watch (HRW) ha richiesto mercoledì il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri politici a Cuba, dopo aver constatato che nessuno di loro è stato incluso nel decreto di grazia di 2.010 detenuti annunciato dal regime il 2 aprile.
Il governo cubano ha presentato la misura come un gesto umanitario e sovrano in occasione della Settimana Santa, ma né HRW né altre organizzazioni della società civile, tra cui Prisoners Defenders e Giustizia 11J, hanno identificato un solo prigioniero di coscienza tra i beneficiari.
Il regime ha escluso deliberatamente dal perdono le persone condannate per "reati contro l'autorità", categoria che secondo la legge cubana comprende figure come il "disprezzo", la "propaganda" e l'"oltraggio", utilizzate per decenni per perseguitare e processare arbitrariamente critici, artisti e attivisti.
Secondo Justicia 11J e Prisoners Defenders, più di 700 prigionieri politici rimangono incarcerati a Cuba. Prisoners Defenders registrava 1.214 alla fine di febbraio 2026.
Tra i casi più emblematici che l'indulto ha lasciato irrisolti c'è quello dell'artista Luis Manuel Otero Alcántara, condannato a cinque anni per "oltraggio ai simboli patriottici" dopo aver pubblicato un video in cui annunciava la sua partecipazione alle proteste dell'11 luglio 2021.
Otero Alcántara ha posto fine questo mercoledì a uno sciopero della fame che ha mantenuto per otto giorni, dal 31 marzo all'8 aprile. Secondo l'organizzazione Cubalex, l'artista avrebbe già scontato la sua pena se si considera il tempo in custodia cautelare, ma il Tribunale Provinciale Popolare di Artemisa ha respinto il 24 marzo un ricorso di habeas corpus presentato a suo nome.
Un altro caso messo in evidenza da HRW è quello dell'artista Leonard Richard González Alfonso, condannato nel marzo del 2026 a sette anni di carcere per "propaganda contro l'ordine costituzionale" dopo aver dipinto su un muro dell'Avana la frase "¿Hasta cuándo? Nos están matando", in protesta per i prolungati blackout elettrici.
La organizzazione ha anche ricordato che almeno sette prigionieri politici liberati in precedenza sono stati reincarcerati per aver pubblicato contenuti critici sui social media o per non essersi presentati alle autorità, e che ex detenuti liberati dopo le trattative mediati dal Vaticano nel gennaio 2025 hanno riportato percosse, isolamento, condizioni insalubri e mancanza di accesso a cibo e acqua potabile.
Il perdono del 2 aprile è il maggiore in un decennio a Cuba, superando i 3.522 prigionieri liberati nel settembre del 2015 in occasione della visita di papa Francesco, ma il suo reale impatto è stato messo in discussione sin dal primo momento da organizzazioni indipendenti.
HRW è stata categorica nella sua conclusione: "Cuba deve liberare in modo immediato e incondizionato tutti i prigionieri politici. I cubani devono poter esprimersi liberamente, senza paura. L'embargo degli Stati Uniti e il loro brutale blocco petrolifero non sono una scusa per mantenere in prigione i critici."
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