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Nella provincia di Camagüey, una malta viene venduta a 325 pesos cubani l'unità, un prezzo che supera di gran lunga il salario orario di un medico cubano, la cui remunerazione base si aggira attorno ai 29 pesos per ogni 60 minuti di lavoro.
Così lo ha mostrato questo sabato sul suo profilo Facebook il giornalista indipendente José Luis Tan Estrada, con l'etichetta #TanteandoCuba, accompagnata da fotografie di cartelli artigianali con liste di prezzi nei punti vendita nella provincia agramontina.
"Una malta: 325 pesos. Una cajita di jugo: 200 pesos. Due prodotti che in qualsiasi paese del mondo costano centesimi. Qui costano più di un'ora di lavoro di un medico cubano," ha denunciato Tan Estrada nel suo post.
Il reporter ha puntualizzato che "questo non è un mercato libero incontrollato. Questo non è il capitalismo selvaggio che tanto criticano. Questo è il risultato diretto di 60 anni di un modello che ha distrutto la produzione, ucciso l'industria alimentare e trasformato le persone in mendicanti della propria terra".
Il dato non è trascurabile. Un medico neolaureato a Cuba guadagna uno stipendio base di 5.060 pesos mensili, il che rappresenta appena circa 29 pesos all'ora. Una cifra che è ben al di sotto del prezzo di una semplice bevanda di malto nel mercato informale camagüeyano.
Questo reddito risulta equivalente a circa 10 dollari al cambio informale, una somma che non è sufficiente per coprire i bisogni fondamentali di nessuna famiglia cubana nel contesto attuale di inflazione scatenata.
La situazione non è esclusiva dei medici. Il salario medio mensile a Cuba ha raggiunto i 6.830 pesos, una cifra che non riesce a tenere il passo con i prezzi del mercato informale, dove i prodotti di consumo di base sono aumentati a livelli impensabili solo pochi anni fa.
Il contrasto è ancora più doloroso se si considera che Camagüey è stata storicamente la sede della fabbrica di birre Tínima, oggi abbandonata e in rovina, un altro dei tanti simboli del collasso industriale che costringe i cubani a pagare prezzi esorbitanti per prodotti che un tempo venivano prodotti localmente.
La malta non è l'unico prodotto che illustra la crisi. Un flacone di olio venduto nella bodega statale per nucleo costa 990 pesos, mentre nel mercato informale i prezzi dei prodotti alimentari di base continuano a salire senza sosta, lasciando la maggior parte dei cubani senza reale capacità di acquisto.
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