"Preparati per la lezione di 'infiammazione' in arrivo, papi": Chequera e i nuovi biglietti



Chequera (Mario Sardiñas) si libera di vecchi bigliettiFoto © FB/Chequera Vivir del cuento

Il popolare attore Mario Sardiñas, conosciuto per il suo personaggio Chequera di Vivir del cuento, ha pubblicato un video su Facebook in cui satirizza con il suo stile inconfondibile l'arrivo delle nuove banconote cubane da 2.000 e 5.000 pesos, e nel frattempo manda un messaggio all'inflazione: "Preparati alla lezione di 'infiammazione' che arriva, papi".

Nel clip di 38 secondi, Chequera appare vestito con un cappellino bianco, occhiali da sole, pantaloni shorts a quadri e una collana con un enorme pendente a forma di dollaro, lanciando banconote di piccolo taglio a terra con tutta la fanfara di chi si crede milionario.

"Sto uscendo dai bigliettini vecchi, papi, perché ora arrivano biglietti nuovi da 2.000 e da 5.000, papi", annuncia con l'ostentazione di un banchiere criollo.

Ma la filosofia di Chequera non si ferma qui. Con la sua logica schiacciante, ridefinisce l'anatomia umana per i tempi cubani che stiamo vivendo: "L'essere umano si divide in tre: testa, tronco e banconote di alta denominazione, papi".

E se qualcuno avesse dubbi sull'utilità di queste nuove banconote, il comico affronta direttamente il doloroso tema del "bancomat", quel simbolo nazionale del vuoto: "L'uomo non si definisce per le volte che cade, ma per le volte che va al bancomat a prelevare soldi. E non ci sono mai soldi, papi."

Il finale, tuttavia, è quello che fa più male perché contiene più verità: "Non ti preoccupare della grandezza della banconota, papi. Preoccupati del resto che ti daranno in negozio quando andrai a comprare il pane che costa un peso". Questo, senza parlare del fatto che molte volte non c'è nemmeno il pane, o quando c'è è immangiabile. 

Il contesto che circonda la battuta non ha nulla di divertente. La Banca Centrale di Cuba ha annunciato il 31 marzo l'emissione delle banconote da 2.000 e 5.000 pesos —le più alte denominazioni nella storia del paese—, che hanno iniziato a circolare il 1° aprile all'Avana. La giustificazione ufficiale è stata quella di facilitare le transazioni in contante, ma la realtà è che 5.000 CUP equivalgono a poco più di dieci dollari al tasso di cambio informale, che già supera i 500 pesos per dollaro.

Per di più, dopo l'emissione dei nuovi biglietti, il dollaro è salito a 518 CUP e l'euro a 585 CUP nel mercato sommerso, confermando le paure che la misura non avrebbe fermato l'inflazione, ma anzi, il contrario.

Il salario mensile medio statale non supera i 7.000 pesos, il che equivale a poco più di una banconota da 5.000 CUP, mentre molti pensionati non riusciranno con le loro pensioni nemmeno ad acquistare una delle nuove e splendide banconote di massimo valore. Per sopravvivere minimamente a Cuba sono necessari tra 30.000 e 60.000 pesos al mese, e una colazione base costa già 7.250 pesos secondo i rapporti degli attivisti.

Non è la prima volta che Chequera punta il suo umorismo sulla debacle monetaria cubana. A giugno del 2025 ha ritratto la cruda realtà dei pensionati con assegni da 1.600 CUP, e a ottobre di quello stesso anno ha personificato il dollaro e l'euro come personaggi che "ingrassano" mentre il peso cubano è "fuso".

La frase con cui ha chiuso il video riassume bene lo stato d'animo collettivo di fronte a tanto spavalderia ufficiale: "Che mancanza di ricercatezza, signore".

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Redazione di CiberCuba

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