Mike Hammer visita Anna Bensi e sua madre, che sono agli arresti domiciliari



Cary Silvente, Mike Hammer e Anna Bensi.Foto © X/Embajada degli Stati Uniti a Cuba

Video correlati:

Il capo della missione diplomatica degli Stati Uniti a Cuba, Mike Hammer, ha visitato la giovane creatrice di contenuti cubana Anna Sofía Benítez Silvente, conosciuta sui social come Anna Bensi, che rimane agli arresti domiciliari insieme a sua madre a L'Avana dopo essere state perseguite dal regime cubano.

La Ambasciata degli Stati Uniti sull'isola ha informato sui social media X che l'incontro si è svolto in un contesto caratterizzato da restrizioni e pressioni contro la giovane. "È stato un grande piacere finalmente incontrare Anna Sofía Benítez e sua madre. Mi hanno raccontato della loro situazione e che si trovano sotto arresti domiciliari", ha espresso Hammer nel messaggio ufficiale.

Il diplomatico ha inoltre sottolineato il profilo della giovane, di appena 21 anni, descrivendola come “coraggiosa” per aver espresso le sue idee. Secondo quanto riportato, Anna gli ha assicurato che il suo unico “reato” è stato difendere le sue convinzioni, la sua fede e le sue aspirazioni come cubana.

La visita avviene nel contesto di un processo penale che ha suscitato critiche per il suo carattere repressivo. Anna Bensi è stata informata dei capi d'accusa il 25 marzo scorso come coautrice del presunto reato di “atti contro la riservatezza personale”, insieme a sua madre, Caridad Silvente. Entrambe affrontano pene potenziali da due a cinque anni di reclusione.

Il caso è nato dopo la diffusione sui social media di un video in cui veniva identificato un agente del Ministero dell'Interno che si era recato a casa sua con una convocazione ufficiale. Le autorità sostengono che la pubblicazione ha violato l'identità del funzionario, mentre la famiglia sostiene che si tratta di una ritorsione per le denunce pubbliche della giovane.

Da allora, il molestatore non si è limitato al processo giudiziario. L'attivista ha denunciato un modello di persecuzione che include interrogatori, minacce, restrizioni di movimento e interruzioni di internet. Addirittura, ha recentemente segnalato la sospensione del suo account WhatsApp, in quello che considera un'altra forma di pressione tecnologica mirata a metterla a tacere.

L'impatto è stato anche personale. Anna ha riconosciuto di aver dovuto interrompere la sua attività abituale sui social media, colpita dalla tensione che vive la sua famiglia. “La mia coscienza non mi permette di caricare un video come se tutto fosse a posto”, ha confessato in uno dei suoi messaggi più recenti.

Pese a tutto, la giovane ha ribadito che non intende tacere. In mezzo alla repressione, ha mantenuto il suo discorso critico contro il sistema cubano, insistendo nel suo diritto di esprimersi liberamente.

La visita di Hammer introduce un nuovo elemento nel caso, che già trascende l'ambito nazionale e punta a un crescente interesse internazionale per la situazione dell'attivista. Nel frattempo, Anna Bensi continua a essere sorvegliata nella sua stessa casa, diventata un altro volto del conflitto tra l'attivismo digitale e l'apparato repressivo a Cuba.

Questa non è la prima volta che Hammer esprime pubblicamente il suo sostegno a attivisti e familiari di prigionieri politici a Cuba. Recentemente, Hammer ha conversato con Doris Santiesteban, moglie del prigioniero politico Ernesto, e ha anche visitato la galleria d'arte indipendente Lavandería a L'Avana, dove ha chiesto libertà per i prigionieri politici cubani.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.