Anna Bensi spiega perché non può creare il suo contenuto abituale sui social



L'influencer cubana Anna Bensi continua a subire molestie e reclusione da parte dell'apparato repressivo dell'IsolaFoto © FB/Anna Bensi

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L'influencer cubana Anna Bensi (Anna Sofía Benítez Silvente) ha riconosciuto di aver sospeso la sua attività abituale sui social media a causa dello stato di tensione creato dalle autorità del paese nei suoi confronti e della sua famiglia.

La creatrice di contenuti ha pubblicato un messaggio nelle sue storie di Instagram in cui ha spiegato le ragioni della sua assenza digitale, dopo settimane di alta esposizione mediatica a causa del suo scontro con il regime.

"Mi manca moltissimo creare i miei contenuti abituali", ha affermato, in riferimento ai suoi post incentrati sull'umorismo e le cover, ma ha chiarito che non si sente in grado di riprenderli.

Captura di Instagram/_annabensi

Selon elle, la sua attenzione è concentrata su "il processo di mia mamma e mio", in riferimento alla situazione che sta affrontando insieme a sua madre, Caridad Silvente Laffita, che è stata anch'essa oggetto di citazioni, interrogatori e minacce da parte della Sicurezza dello Stato.

In questo contesto, la giovane ha sottolineato che la sua “coscienza” non le permetterebbe di “caricare un video come se tutto fosse a posto”, evidenziando l'impatto emotivo dei recenti attacchi sul suo ambiente familiare.

Il suo messaggio arriva giorni dopo che lei e sua madre sono state accusate ai sensi dell'articolo 393 del Codice Penale cubano e sottoposte a reclusione domiciliare, con restrizioni di movimento all'interno del paese e divieto di uscire all'estero.

Il caso è sorto dopo la pubblicazione di un video sui social media in cui veniva identificato un agente che aveva consegnato una citazione a casa sua, ciò che le autorità hanno qualificato come un reato legato alla vita privata.

Analisti giuridici hanno dimostrato la nullità legale e l'arbitrarietà del processo contro Anna Bensi e sua madre, tenendo conto delle incongruenze dell'accusa rispetto a quanto stabilito dal stesso Codice Penale cubano e dalle normative di diritto internazionale.

La organizzazione per i diritti umani Cubalex, ad esempio, ha sostenuto che registrare la polizia mentre svolge le sue funzioni pubbliche "non è un reato, è un diritto dei cittadini".

El Toque Jurídico, da parte sua, ha spiegato che “se l'autorità sostiene che il fatto rientra nell'articolo 393, allora la polizia non aveva alcuna competenza per citare, interrogare, formulare accuse né imporre misure cautelari” alla madre dell'influencer; poiché si entrerebbe in contraddizione con l'articolo 394 della stessa legge.

Captura di Instagram/_annabensi

Negli ultimi giorni, la giovane ha denunciato inoltre pressioni contro il suo circolo più stretto, comprese minacce a amici e convocazioni a familiari, nel tentativo di fermare la sua attività critica sui social media. Nonostante ciò, ha ribadito che non smetterebbe di esprimere le sue opinioni contro il sistema politico cubano.

Nel suo messaggio più recente, ha incluso anche un riferimento di carattere religioso, nel quale ha sottolineato la necessità di unità e libertà per l'Isola: “Quando diciamo ‘Cuba per Cristo’ lontano dal dividere, escludere, indottrinare o odiare, la nostra intenzione come cristiani è lanciare un messaggio di SPERANZA e LIBERAZIONE per il popolo cubano”.

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