La Ambasciata degli Stati Uniti a Cuba ha pubblicato un messaggio sui suoi social media citando un avviso del Segretario di Stato Marco Rubio riguardo alla revoca dei visti per straniere che rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale o la politica estera statunitense.
Il tweet riproduce una dichiarazione che Rubio ha fatto il 16 febbraio durante una conferenza stampa congiunta con il primo ministro ungherese Viktor Orbán a Budapest: "Se identifichiamo un visitatore nel nostro paese la cui presenza rappresenta una minaccia per la nostra politica estera e sicurezza nazionale, gli ritireremo il visto."
Il messaggio originale è stato pubblicato dal Dipartimento di Stato a febbraio. Quasi due mesi dopo, l'Ambasciata a Cuba lo ha amplificato, in un chiaro segnale che il destinatario specifico è il pubblico cubano.
La dichiarazione di Rubio non è stata isolata. Nella stessa conferenza stampa a Budapest, il Segretario di Stato ha sottolineato che un visto non è un diritto, ma un privilegio, e che nessun tribunale può dictare al Potere Esecutivo come condurre la politica estera.
Il messaggio si inserisce in una politica sistematica di restrizione e revoca dei visti che l'amministrazione Trump ha applicato con particolare intensità verso Cuba dal 2025.
Nel giugno del 2025, gli Stati Uniti hanno sospeso i visti per turismo, affari, studi e scambi per i cubani, citando elevate percentuali di soggiorno illegale e mancanza di collaborazione da parte del regime nelle deportazioni.
En febbraio 2026, Washington annunciò di fronte all'Ambasciata a L'Avana, includendo la revoca immediata dei visti e l'inammissibilità permanente sul territorio statunitense.
Ese mismo mese, il giornalista ufficialista Pedro Jorge Velázquez, conosciuto come "El Necio", ha ricevuto restrizioni al visto per le sue campagne di molestie contro i diplomatici statunitensi.
In marzo 2026, l'Ambasciata ha esigito al regime cubano di smettere di intimidire l'attivista Anna Bensi, avvisando che i funzionari coinvolti non potrebbero mai entrare negli Stati Uniti.
Il sottosegretario di Stato Christopher Landau, soprannominato "quitavisas", è stato il principale esecutore operativo di questa politica.
La Ambasciata a Cuba ha utilizzato sistematicamente i social media per amplificare messaggi di avviso rivolti sia al regime che ai cittadini cubani, in una strategia di comunicazione diretta che mira a eludere il controllo informativo del governo di La Habana.
Archiviato in: