La presenza del grande gasteropode africano nel comune di Manzanillo, provincia di Granma, ha allarmato le autorità locali e provinciali, che mercoledì hanno disposto una commissione interdisciplinare per valutare l'entità del problema e ordinare misure urgenti di eradicazione, secondo Radio Bayamo.
Il tenente colonnello Eber Fonseca Linares, capo della Difesa Civile a Granma, ha guidato l'ispezione nel Consiglio Popolare Carlos Coello, dove il mollusco invasivo è stato rilevato nella Circoscrizione 104, nel Quartiere Caymari, specificamente nella vegetazione della quarta avenue tra le vie Otto e Nove.
La commissione ha constatato sul campo la presenza di questo parassita, che rappresenta un grave rischio per la salute umana e per gli ecosistemi.
Nella visita hanno partecipato rappresentanti provinciali della Ufficio di Regolamentazione e Sicurezza Ambientale, del Centro di Igiene ed Epidemiologia, Sanità Vegetale, il CITMA e il subdelegato all'Ambiente, oltre a specialisti della Salute Pubblica, dell'Istruzione e del MININT per il comune di Manzanillo.
Anche Ana Isabel Ramírez Chávez, vicepresidente dell'Assemblea Municipale del Potere Popolare locale, era presente.
Dopo un'analisi minuziosa della situazione, la commissione ha convenuto sull'urgenza di attivare un protocollo integrato che coinvolga tutti i settori. Le misure orientate includono la potatura della vegetazione, la raccolta con protezione degli esemplari e la distruzione controllata seguendo la metodologia stabilita per evitare contagi.
Le autorità hanno avvertito che il processo di eradicazione della chiocciola gigante africana richiede la convocazione attiva di enti e della popolazione in generale.
Il caracolo gigante africano (Achatina fulica) è classificato tra le 100 specie esotiche invasive più dannose al mondo dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Il principale rischio sanitario deriva dalla sua condizione di ospite del parassita Angiostrongylus cantonensis, responsabile della meningoencefalite eosinofila, una malattia potenzialmente mortale che colpisce il sistema nervoso centrale.
La specie può deporre fino a 1.800 uova all'anno con una vitalità compresa tra l'85% e il 95%, il che rende estremamente difficile il loro controllo una volta stabilite in un'area.
Dal suo primo rilevamento a Cuba nel 2014, la piaga ha avuto un'espansione costante: per ottobre 2020 già colpiva 14 province con oltre 1.000 focolai attivi in 59 municipi.
Nel 2025 sono state registrate nuove allerta a Camagüey, dove sono stati raccolti fino a 300 esemplari in un solo giorno in alcune zone, e a Jaruco, Mayabeque, con una maggiore concentrazione vicino a una scuola primaria e a un policlinico.
Il ritrovamento a Manzanillo rappresenta un nuovo focus nella regione orientale di Cuba, dove erano già state effettuate formazioni precedenti per la popolazione sulla gestione di questa specie invasiva.
Le autorità di Granma hanno informato che il processo di eradicazione sarà controllato periodicamente dalle massime autorità municipali e provinciali, in uno sforzo continuo per proteggere la salute pubblica e l'ambiente a Granma.
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