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Mark Kuster, cittadino svizzero e direttore dell'ONG Camaquito, ha pubblicato questa settimana su Facebook un appello a trasformare la formazione e le opportunità lavorative dei giovani cubani, richiedendo meno ostacoli statali e un'istruzione più orientata all'imprenditorialità e al mercato reale.
"Dar prospettive ai giovani a Cuba significa, prima di tutto, prepararli alla vita reale e al mercato del lavoro reale", ha scritto Kuster, accompagnando il suo testo con un'immagine del Centro di Offici e Imprenditorialità di Santiago di Cuba, dove si vedono studenti al lavoro con saldatrici elettriche e motori sotto cartelli che recitano "Formazione Pratica" e "Il Tuo Futuro, La Tua Azienda".
Il direttore di Camaquito ha articolato tre proposte concrete.
La prima punta a una formazione pragmatica che favorisca la responsabilità personale, la creatività e lo spirito imprenditoriale. "I giovani non hanno bisogno solo di teoria, ma anche di competenze concrete che consentano loro di costruire qualcosa da soli e garantire il proprio sostentamento", ha sottolineato.
La seconda proposta interroga direttamente il ruolo dello Stato nell'economia privata: "Il futuro del lavoro autonomo, delle mipymes o dei Progetti di Sviluppo Locale non dovrebbe dipendere principalmente da autorizzazioni statali. Piuttosto, dovrebbero essere la qualità, l'impegno e l'utilità a determinare chi può rimanere nel mercato".
La terza propone di rivedere il Servizio Sociale obbligatorio. "Dobbiamo chiederci con onestà se il Servizio Sociale, nella sua forma attuale, continui a essere adeguato ai tempi", ha scritto Kuster, sottolineando che "molti giovani oggi vogliono entrare direttamente nel mondo del lavoro, acquisire esperienza pratica e guadagnare i propri soldi sin dall'inizio".
Il progetto non è isolato. Lo stesso anteprogetto del nuovo ha riconosciuto che il termine di tre anni per il Servizio Sociale risulta eccessivo e non è in linea con quanto previsto in altre normative, convalidando indirettamente parte della critica di Kuster.
Il contesto che circonda questo appello è di urgenza. Dal 2021, oltre un milione di persone hanno lasciato Cuba, la maggior parte giovani in età lavorativa, riducendo la popolazione da 11,3 milioni a tra 8,6 e 8,8 milioni nel 2025.
Il settore privato cubano, sebbene formalmente ampliato con oltre 2.000 attività consentite per il lavoro autonomo, continua a essere soggetto a crescenti restrizioni burocratiche, incluso il Accordo 10216 di febbraio 2026, che aggiunge nuovi livelli di controllo statale al commercio elettronico. La crisi dei combustibili colpisce il 96% delle mipymes.
Kuster è legato a Cuba da oltre due decenni attraverso Camaquito, fondata nel 2001 e che quest'anno celebra il suo 25º anniversario. A Santiago di Cuba, l'ONG promuove il Progetto di Sviluppo Locale ZUTURO, che ha beneficiato oltre 600 imprenditori, e ZUTURO Junior, rivolto a giovani dai 15 ai 18 anni di istituti politécnici per trasformare idee in progetti sostenibili.
La sua postura critica nei confronti della burocrazia del regime non è nuova: nel novembre del 2025, destinò 50.000 dollari di fondi propri e di amici per riparare abitazioni danneggiate dall'uragano Melissa a Santiago di Cuba, esplicitamente senza intermediari e senza burocrazia.
"Se vogliamo dare un futuro a Cuba, allora dobbiamo fidarci dei giovani, aprire loro opportunità e permettere loro di assumere responsabilità", concluse Kuster.
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