Un giovane cubano identificato come Arian González ha pubblicato su Facebook un video in cui esprime chiaramente il desiderio di tutta una generazione: non emigrare, ma rimanere e vivere con dignità in una Cuba trasformata.
Nel video, González ribalta il concetto del celebre sogno americano per rivendicare qualcosa che il regime nega da decenni. "Noi vogliamo un sogno cubano", dice all'inizio del clip, con una semplicità che riassume decenni di frustrazione accumulata.
Il suo messaggio è diretto e senza eufemismi: "Uno, dove l'istruzione non sia solo propaganda, ma opportunità. Dove la salute non sia abbandono travestito, ma dignità reale. Dove lo sforzo abbia realmente una ricompensa".
Le parole di González puntano con precisione a due dei pilastri di cui il regime cubano si vanta di più di fronte al mondo e che oggi sono in rovina.
Il sistema sanitario è collassato: la mortalità infantile è triplicata tra il 2018 e il 2025, solo il 30% del repertorio fondamentale di farmaci è disponibile e oltre 30.000 medici sono emigrati negli ultimi tre anni. L'istruzione, formalmente gratuita, viene denunciata da attivisti, studenti e famiglie come uno strumento di indottrinamento ideologico piuttosto che di formazione reale.
Un altro giovane nella registrazione chiede un paese in cui "prepararsi o intraprendere valga la pena e non sia un reato", in una critica diretta a un sistema che stigmatizza e criminalizza l'iniziativa privata.
La sua conclusione è inequivocabile: "Che vivere bene non sia un privilegio, ma una possibilità per tutti. Un paese dove vivere, crescere e sognare non faccia male".
"Immaginiamo un futuro in cui ogni passo che facciamo è un ponte verso la dignità. Un paese dove l'istruzione, la salute e l'impegno sono le fondamenta per un domani migliore", sottolinea il messaggio scritto nel post.
Il video si colloca in un momento di crescente attivismo digitale giovanile nell'Isola.
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