Cuba propone di cooperare con gli Stati Uniti nella lotta contro i crimini transnazionali attraverso lo scambio di informazioni



La maggior parte degli americani percepisce Cuba come un paese ostile.Foto © CiberCuba/Sora

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Il governo cubano ha nuovamente messo in discussione una possibile cooperazione con gli Stati Uniti in materia di sicurezza, in mezzo a tensioni dovute ad accuse di frode al sistema sanitario Medicare nel sud della Florida.

In un comunicato ufficiale, il Ministero degli Affari Esteri (Minrex) ha categoricamente respinto le recenti dichiarazioni di funzionari statunitensi che suggeriscono una presunta implicazione di Cuba in schemi di frode. La Cancelleria ha qualificato tali affermazioni come “un'altra calunnia” promossa da settori anticubani in quel paese.

La risposta arriva in un contesto particolarmente sensibile per la comunità cubana dentro e fuori dall'isola, dove il tema del Medicare non ha solo implicazioni legali, ma anche umane, coinvolgendo migranti che hanno tentato di ricostruire le loro vite negli Stati Uniti.

El Minrex ha insistito sul fatto che Cuba mantiene una posizione ferma contro i reati transnazionali e ha ricordato che, per anni, entrambi i governi hanno coordinato azioni in settori come il terrorismo, il narcotraffico, il traffico di migranti, il riciclaggio di denaro e la frode migratoria. Tuttavia, ha sottolineato che questa cooperazione non è sempre stata ricambiata dalle autorità statunitensi.

Secondo il comunicato, le autorità cubane hanno persino avviato procedimenti contro persone all'interno del paese collegate a frodi al Medicare, oltre a scambiare informazioni con gli Stati Uniti su individui coinvolti in reati finanziari. Hanno anche richiesto la restituzione di cittadini cubani accusati di violare leggi sull'isola e che risiedono nel territorio statunitense.

In questo contesto, L'Avana ha ribadito la sua disponibilità a collaborare direttamente con Washington per affrontare questo tipo di reati attraverso lo scambio di informazioni.

“El Governo cubano ribadisce la sua volontà di affrontare congiuntamente i reati transnazionali originati negli Stati Uniti attraverso uno scambio tempestivo di informazioni”, ha affermato il primo ministro Manuel Marrero Cruz sui social media X, condividendo il comunicato ufficiale.

Il contesto diplomatico tra i due paesi è di massima tensione. L'amministrazione Trump ha reincorporato Cuba nella lista dei paesi sponsor del terrorismo e successivamente ha certificato L'Habana come paese che non collabora pienamente nella lotta contro il narcotraffico e altri reati transnazionali.

Inoltre, negli ultimi mesi, il presidente Donald Trump ha inasprito la sua retorica contro il governo cubano, accusandolo di essere una "minaccia nazionale" per gli Stati Uniti e annunciando la sua prossima caduta. Nel frattempo, Miguel Díaz-Canel ha risposto denunciando una politica di soffocamento economico e campagne di disinformazione contro l'isola.

A questo impulso narrativo si è unito il segretario di Stato, Marco Rubio, con dichiarazioni particolarmente critiche riguardo all'operato del regime cubano su questioni politiche e di sicurezza, che sono state replicate dalla cancelleria cubana con accuse di manipolazione politica e ostilità sistematica. Il risultato è un clima di sfiducia che, nonostante gesti puntuali come questo invito a cooperare, mantiene le relazioni bilaterali in uno dei loro momenti più tesi.

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Redazione di CiberCuba

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