Il pugile cubano Frank Zaldívar è stato arrestato a Miami e affronta accuse di tentato omicidio



Frank Zaldívar-SantiestebanFoto © Instagram/el_perro_zaldivar

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Il nome del pugile cubano Frank Zaldívar Santiesteban ha avuto un giro brusco e preoccupante, passando dal quadrato alle cronache di polizia nel sud della Florida. L'atleta, di 29 anni e residente a Miami, è stato arrested il 6 aprile scorso dopo un violento episodio che ha lasciato un uomo gravemente ferito e che ora lo mette di fronte alla giustizia con accuse di estrema gravità, secondo informazioni di media locali.

Secondo registri ufficiali, Zaldívar rimane detenuto senza diritto a cauzione mentre affronta accuse di tentato omicidio con arma letale e aggressione aggravata. Il caso, ancora sotto inchiesta, ha sconvolto la comunità cubana, specialmente coloro che seguivano la sua promettente carriera nel pugilato professionistico.

L'incidente è avvenuto nella mattinata di domenica e, secondo il racconto della vittima, entrambi hanno ingaggiato un corpo a corpo durante il quale è riuscito a disarmare l'aggressore e a ferirlo in legittima difesa. L'uomo è stato trovato in condizioni critiche presso una stazione di servizio di West Flagler Street, con ferite al petto e un polmone perforato, ed è stato trasportato d'urgenza all'Ospedale Jackson Memorial.

Ore dopo, le autorità hanno localizzato Zaldívar vicino all'incrocio tra l'Avenida 42 Noroeste e la Calle 7, coperto di sangue e parzialmente avvolto in un lenzuolo. In un primo momento si è rifiutato di identificarsi, quindi è stato necessario confermare la sua identità tramite impronte digitali mentre riceveva assistenza medica presso il Centro di Traumatologia Ryder.

Durante l'interrogatorio, il pugile ha assicurato che tutto è nato da una discussione con “suo fratello, a cui tiene molto”, e ha lasciato una frase che riflette il suo stato d'animo in quel momento: “Non gli importa cosa gli succede; solo Dio può giudicarlo”, secondo quanto riportato nel rapporto della polizia.

Martedì è comparso davanti a un giudice tramite videoconferenza da un letto d'ospedale, dove è stata disposta la sua detenzione senza possibilità di cauzione. Fino ad ora, il suo team non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche né è stato rivelato chi lo rappresenta legalmente.

Oltre al processo giudiziario, il caso colpisce anche il suo futuro sportivo. Zaldívar stava cercando di farsi strada nel competitivo mondo della boxe professionale, con la sua ultima lotta registrata l'anno scorso a Las Vegas, dove è caduto di fronte all'imbattuto Curmel Moton.

L'arresto attuale non è un fatto isolato. Documenti ufficiali mostrano che ad agosto del 2025 è stato detenuto a Key West con accuse che includevano violazione di domicilio, possesso di droga e manomissione di prove. Un mese prima, era stato arrestato per guida senza patente valida. Questi precedenti delineano un recente schema di problemi legali che ora raggiungono il loro punto più critico.

Mentre le autorità esaminano i video di sorveglianza e raccolgono testimonianze, il caso sarà inviato alla Procura per definire le accuse formali e l'andamento del processo giudiziario.

Zaldívar, conosciuto nel mondo della boxe come "El Perro", ha rappresentato Cuba nella Serie Mondiale di Boxe con i Domadores de Cuba nel 2017 e ha partecipato a tornei nazionali come il Playa Girón tra il 2016 e il 2018.

Come professionista ha accumulato un record di cinque vittorie e due sconfitte, con tre knockouts. La sua ultima lotta nota è stata il 1 febbraio 2025 al T-Mobile Arena di Las Vegas, dove ha perso per knockout tecnico al terzo round contro Curmel Moton, giovane promessa di 18 anni della Mayweather Promotions, nel cartellone dell'evento tra David Benavidez e David Morrell Jr.

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Redazione di CiberCuba

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