"Lasciate perdere e smettetela di puntare il dito contro la ragazzina e prendetevela con i comunisti": Gustavo Trujillo difende Samantha Hernández

Samantha Hernández e Gustavo TrujilloFoto © Facebook di entrambi

Il pugile professionista cubano Gustavo Trujillo, conosciuto come "The Cuban Assassin", ha riacceso il dibattito sui social media dopo aver pubblicato un video su Instagram in cui difende l'influencer cubana Samantha Hernández, in mezzo alla polemica che circonda la giovane creatrice di contenuti per i suoi commenti su Cuba e la sua decisione di rimanere al di fuori del dibattito politico.

Nel video, Trujillo ha criticato aspramente coloro che hanno attaccato Hernández sui social media, accusandoli di concentrarsi su una figura che, secondo lui, non ha formazione politica né intende posizionarsi come analista della situazione del paese.

"Vedo che ce l'hanno con questa ragazzina, Samantha. È vero che siete opportunisti e sfacciati," espresse il pugile.

Trujillo ha riconosciuto che l'influencer potrebbe mancare di conoscenze politiche, ma ha insistito sul fatto che questo non giustifica il livello di pressione che, a suo avviso, affronta sui social.

"Si sa che politicamente parlando la ragazza è un'ignorante, che non sa nulla di politica, né sa nulla. E se sa, si sta facendo la fessa, va bene. Ma smettetela di puntarle il dito", ha affermato.

Trujillo ha anche sostenuto che le critiche dovrebbero essere indirizzate ad altre persone che, secondo lui, hanno una maggiore responsabilità all'interno del dibattito pubblico, e ha accusato alcuni settori dell'opposizione cubana di essere selettivi nel mettere in discussione comportamenti problematici.

"A questi dovete parlare, a tutta quella schiera di oppositori sfacciati che avete qui nell'opposizione, che hanno fatto propaganda a tutti gli affari della dittatura, che voi sapete bene chi sono", disse.

Secondo la sua opinione, la controversia riflette le divisioni che esistono all'interno della comunità cubana in esilio e quelle che considera atteggiamenti opportunistici sui social media.

"È per questo che la comunità è come è... per gli sfacciati che ci sono qui in questa comunità", ha affermato.

Alla fine del suo intervento, Trujillo ha ribadito che continuerà a esprimere le proprie opinioni liberamente, difendendo il suo diritto di parlare su temi che ritiene necessari.

"Per questo io dico quello che mi pare e parlo come mi pare quando mi pare. Smettete di essere sfacciati. Parlate con i comunisti, che sapete bene chi sono i comunisti travestiti che sono qui negli Stati Uniti", concluse.

L'origine della polemica

La controversia che ora torna a intensificarsi è iniziata dopo che Samantha Hernández ha pubblicato un messaggio sui social media in cui ha riconosciuto apertamente la gravità della situazione che si vive a Cuba, pur lasciando chiaro che preferisce non coinvolgersi pubblicamente in dibattiti politici.

"È ovvio che so che a Cuba c'è una dittatura, è ovvio che so che a Cuba si soffre la fame, che ci sono blackout, che non c'è luce, che non c'è acqua, che non ci sono farmaci; che se parli ti mettono in prigione", ha affermato l'influencer in un video.

Hernández ha spiegato che, pur conoscendo la realtà del paese, evita di esprimersi sulla politica perché considera che le sue parole possano essere manipolate o utilizzate fuori contesto per generare polemiche sui social.

"Molte persone sono appassionate di registrare lo schermo e ritagliare un pezzetto che sanno che diventerà virale", ha spiegato, sottolineando perché preferisce rimanere al di fuori delle discussioni politiche online.

La giovane ha anche sostenuto di non sentirsi pronta a approfondire temi politici, poiché ritiene di non avere informazioni sufficienti.

"Io sono una persona che non parla di politica, principalmente perché non ne so. Non ho alcun tipo di informazione, so le cose basilari e ciò che tutti sappiamo," ha affermato.

Nello stesso video, Hernández ha aggiunto che non gli piace occuparsi di temi che non padroneggia e che preferisce parlare esclusivamente di questioni che conosce bene.

Le sue dichiarazioni hanno provocato un'ondata di reazioni sui social media. Molti utenti hanno interpretato le sue parole come un segnale di disinteresse nel voler approfondire la situazione del proprio paese, scatenando numerose critiche.

L'influencer ha affermato che, dalla sua prospettiva, il dibattito politico su Cuba è diventato una fonte di contenuti redditizi per alcune persone. "Non voglio far parte di quel circo".

Hernández ha chiarito inoltre che non intende esprimersi sulla situazione del paese per pressioni esterne. "Parlerò quando sentirò di dover parlare."

Un altro punto che ha menzionato è che considera che l'impatto dei social media su ciò che accade all'interno di Cuba è limitato.

"Il mondo sa già cosa sta succedendo a Cuba. Io da un telefono non cambierò nulla," ha affermato.

Un dibattito che divide la comunità cubana

Le dichiarazioni di Hernández hanno generato una discussione sempre più intensa tra gli utenti dei social media, specialmente all'interno della diaspora cubana.

Alcuni ritengono che coloro che hanno un ampio pubblico digitale abbiano anche una responsabilità morale nel rendere visibile la crisi politica, economica e sociale che attraversa Cuba.

Per questi utenti, la posizione dell'influencer contrasta con quella di molti cubani che, anche all'interno dell'Isola, utilizzano i social network per denunciare la scarsità, i blackout, la mancanza di libertà o gli abusi delle autorità, anche se farlo può comportare loro delle conseguenze.

I giornalisti indipendenti, gli attivisti e i cittadini che condividono informazioni dalla Cuba spesso si trovano ad affrontare citazioni da parte della polizia, interrogatori, sorveglianza o campagne di discredito per aver pubblicato contenuti critici.

Da questa prospettiva, molti considerano che coloro che vivono in paesi con libertà di espressione abbiano l'opportunità di amplificare tali denunce.

Altri internauti, tuttavia, hanno difeso il diritto di Hernández a decidere su quali temi parlare sulle sue piattaforme e a mantenere il suo contenuto lontano dalla politica se lo preferisce.

L'intervento di Gustavo Trujillo si aggiunge ora a questo dibattito che continua a crescere e che riflette le profonde divisioni di opinione all'interno della comunità cubana riguardo al ruolo che dovrebbero assumere le figure pubbliche con presenza digitale quando si tratta di parlare di Cuba.

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Redazione di CiberCuba

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