Cuba registra un'alta percentuale di gravidanze adolescenziali nonostante il calo generale della fecondità



Gravidanza a CubaFoto © Periódico 5 de Septiembre

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La gravidanza adolescenziale a Cuba non può essere analizzata al di fuori delle profonde carenze strutturali che affronta il paese. La cronica scarsità di preservativi, di contraccettivi e la mancanza di un'educazione sessuale efficace, insieme al silenzio familiare e alla normalizzazione culturale di queste situazioni, crea uno scenario in cui migliaia di adolescenti si trovano esposte senza strumenti reali per decidere sul proprio corpo e sul proprio futuro.

Un articolo recente di Juventud Rebelde riconosce parzialmente il problema sottolineando che queste gravidanze rispondono a cause sociali e che “l'ignoranza è un fattore di rischio, non di protezione”. Tuttavia, omette fattori chiave come le limitazioni del sistema nel garantire accesso sostenuto a metodi contraccettivi e servizi di salute riproduttiva, elementi decisivi nella persistenza di questa problematica.

Cuba ha registrato nel 2024 un tasso di fecondità adolescente di 47,1 nascita ogni 1.000 donne di età compresa tra 15 e 19 anni, il che equivale a dire che più di una adolescente cubana su venti dà alla luce, secondo i dati del Anuario Demográfico de la Oficina Nacional de Estadística e Información (ONEI).

Dei 71.358 neonati nati a Cuba in quell'anno, 11.962 —il 16,76%— erano figli di madri con meno di 20 anni, inclusi 327 parti di ragazze con meno di 15 anni.

La cifra contrasta con la Tasa Globale di Fecundità del paese, che è scesa a 1,29 figli per donna nel 2024, il livello più basso nella storia cubana, evidenziando che la gravidanza adolescenziale è un problema strutturale che persiste al di fuori della tendenza generale.

Il fenomeno non si distribuisce in modo uniforme nel paese

Le province orientali concentrano i tassi più elevati: Granma supera costantemente i 65 nati ogni 1.000 donne di età compresa tra 15 e 19 anni, più del doppio di Matanzas, che ha registrato 39,3 per mille nel 2024.

Un'analisi dell'Osservatorio di Genere di Alas Tensas (OGAT), basata su dati ufficiali dell'ONEI, rivela una dimensione particolarmente preoccupante: il 64,5% delle gravidanze in madri di meno di 20 anni coinvolge padri adulti di età superiore.

Tra le madri con meno di 15 anni, il 40,55% dei padri aveva più di 20 anni.

Questo modello acquista maggiore gravità nel contesto legale cubano. Nel 2022 è stato abolito il matrimonio infantile, ma il Codice Penale dello stesso anno ha fissato l'età del consenso sessuale a 12 anni, il che è stato segnalato dagli esperti della piattaforma Yo Sí Te Creo en Cuba come un fattore che aumenta la vulnerabilità delle ragazze e delle adolescenti.

L'articolo del giornale ufficiale affronta il fenomeno dalla sua dimensione culturale, sottolineando che la gravidanza precoce tende a essere "ereditaria" non per ragioni genetiche, ma sociali, e che "l'ignoranza è un fattore di rischio, non di protezione".

La pubblicazione avverte che durante il quinquennio precedente le tassi sono oscillate tra 47 e 52 parti per ogni mille, con cifre più elevate nella regione orientale, e che la scarsità di metodi contraccettivi aggrava il problema senza impedire il lavoro a livello comunitario.

Le conseguenze mediche sono gravi

Le specialiste cubane Daisy Hevia Bernal e Leisy Perea Hevia hanno documentato che la gravidanza precoce aumenta il rischio di anemia, preeclampsia, parto prematuro, alterazioni neurologiche fetali, crescita intrauterina ritardata e insufficienza placentare, tra le altre complicazioni che possono portare a morte materna o fetale.

La morbosità nei neonati di madri di età inferiore ai 20 anni è il doppio rispetto a quella delle madri adulte.

La scarcity cronica di preservativi, pillole anticoncezionali e test di gravidanza nelle farmacie statali spinge gli adolescenti verso il mercato nero o verso aborti clandestini con rimedi casalinghi.

La dottoressa Maritza Páez Suárez, vicedirettore di Ginecologia e Ostetricia dell'ospedale Ernesto Guevara di Las Tunas, ha avvertito che "la maggior parte delle pazienti giunte in ospedale dopo aver ingerito intrugli soffre di intossicazioni molto gravi. Alcune finiscono in terapia intensiva; altre, con i loro organi riproduttivi mutilati".

Un caso documentato a Las Tunas a luglio del 2025 illustra l'ampiezza del problema: una ragazza di 12 anni ha perso l'utero e le ovaie a seguito di un aborto clandestino, entrando in menopausa indotta.

Organismi come la OMS, UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione e ONU Donne hanno avvertito che le gravidanze nelle minorenni violano diritti, mettono a rischio la salute e perpetuano cicli di povertà e violenza, una catena che a Cuba continua a non essere spezzata.

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Redazione di CiberCuba

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