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Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha pubblicato ieri sul suo profilo X un messaggio di congratulazioni a To Lam per la sua elezione a presidente della Repubblica Socialista del Vietnam, e la risposta dei cubani non ha tardato ad arrivare: "Chiedi del riso, e scordati della fratellanza, che voi non siete fratelli di nessuno".
La Assemblea Nazionale vietnamita ha eletto To Lam come presidente lo stesso giorno con 495 voti unanimi dei 495 deputati presenti, consolidando così il suo controllo sui due incarichi più potenti del paese: la segreteria generale del Partito Comunista del Vietnam, che occupa da agosto 2024, e ora la presidenza dello Stato.
Díaz-Canel ha accompagnato la sua pubblicazione con una fotografia di un incontro bilaterale precedente tra entrambi e ha scritto: Trasferiamo le nostre più sincere congratulazioni al compagno To Lam, segretario generale del Partito Comunista del Vietnam, per la sua elezione a Presidente della sorella Repubblica Socialista del Vietnam. Ribadiamo la volontà e il fermo impegno di continuare a promuovere le storiche e speciali relazioni di fraternità, solidarietà e cooperazione che uniscono i nostri paesi.
Il linguaggio di "fratellanza" si scontrò con la realtà che vivono milioni di cubani.
Il commento più incisivo, che ha sintetizzato il sentire di molti, è stato diretto: "Chiedi riso, e fotti la fratellanza, che voi non siete fratelli di nessuno".
Un altro utente è stato altrettanto incisivo: "Puoi manipolare tramite il telefono, ma la realtà mai, e questo popolo sofferto e oppresso non darà la vita per nessuno di voi, né tu stesso darai la vita per un paese che è stato trasformato in un recinto."
L'ironia del commento sul riso ha una base concreta e dolorosa: Cuba produce appena 80.000 tonnellate di riso all'anno rispetto a una domanda di 600.000 tonnellate, e lo Stato garantisce solo tre kg per persona al mese attraverso il libretto di approvvigionamento.
Il resto deve essere ottenuto nei mercati informali, dove il kg di riso costa 800 pesos cubani —circa 2,30 dollari—, una cifra inaccessibile per chi guadagna uno stipendio medio di 14 dollari mensili.
Il Vietnam ha donato a Cuba un totale di 67.940 tonnellate di riso tra il 2018 e il 2024 in spedizioni ricorrenti per alleviare questa crisi alimentare cronica.
En settembre del 2025, durante un viaggio ufficiale di Díaz-Canel in Asia, il Vietnam ha inoltre consegnato una donazione di 15 milioni di dollari —parte di una campagna che ha raggiunto i 23.3 milioni— e sono stati firmati accordi affinché aziende vietnamite producano riso su terreni cubani tra il 2025 e il 2027.
Nonostante quella cooperazione, il deficit di riso a Cuba non è stato risolto, e il contrasto tra il discorso diplomatico del regime e la carenza quotidiana che soffre la popolazione alimenta il malcontento che emerge ogni volta che Díaz-Canel pubblica sui social media.
Questo modello si è ripetuto più volte: a gennaio 2026 ha congratulato i lavoratori elettrici in mezzo ai blackout che paralizzano l'isola, e a ottobre 2025 ha augurato successi a Vladimir Putin per i suoi 73 anni, messaggi che in entrambi i casi hanno scatenato valanghe di critiche simili.
To Lam, di 68 anni, accumula ora un potere senza precedenti in Vietnam concentrando la segreteria generale del partito e la presidenza dello Stato, un modello che gli analisti paragonano a quello di Xi Jinping in Cina e che rompe la tradizione vietnamita di leadership collettiva.
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