In mezzo alla scarsità e all'ingegno che caratterizzano l'isola, un cubano ha nuovamente dimostrato che, quando mancano le risorse, non manca la creatività, anche se a volte sembra tratta da un film.
Un video che circola su social media mostra un uomo che opera quella che molti hanno già battezzato come una “raffineria rustica” fatta in casa. Con tubi, contenitori improvvisati, fuoco diretto e persino un sistema di raffreddamento artigianale, l'invenzione promette di convertire plastica in combustibile.
Il processo, come si ascolta nel video stesso, non ha segreti “accademici”, ma molta inventiva: calore da un lato, tubi lunghi per raffreddare il vapore, acqua fredda per condensare, e una bottiglia dove inizia a cadere un liquido giallastro che l'autore identifica come “benzina”.
“Questa è la funzione serpentino, la distanza fa sì che arrivi più freddo, non necessita di un serpentino”, spiega l'uomo mentre mostra il percorso del sistema. Più avanti, tra risate e con un certo mistero, aggiunge: “Non è nemmeno buono dare la parte scritta alla gente”.
La scena, tra fumi, fuoco e strutture metalliche riciclate, ha generato ogni tipo di reazione tra i cubani, sia all'interno che all'esterno dell'isola.
Alcuni lo vedono come un ulteriore esempio del genio nazionale. “Quell'uomo oggi molti si prendono gioco di lui, tra poco sarà lui a ridere di tutti,” ha commentato un utente. Un altro è stato più diretto: “Quel tipo è un milionario e non lo sa.”
Altri, invece, la prendono con umorismo: “Qualcuno spieghi a lui cos'è l'ottano”, ha scritto un'utente. E non è mancato chi ha riassunto il sentimento generale: “Che tipo di follia, asere”.
Ci sono state anche voci più critiche o preoccupate, soprattutto per i rischi. “Dio lo benedica, ma questo esploderà”, ha avvertito un'utente, ricordando incidenti recenti nell'isola.
Tra battute e dibattiti, sono persino apparsi coloro che hanno cercato di dare un nome tecnico all'invenzione. Un commento ha spiegato che si tratterebbe di “combustibile di pirolisi”, un processo che trasforma i rifiuti plastici in un tipo di olio, anche se ha precisato che “non sarà mai benzina come quella che conosciamo”.
Ma al di là dell'accuratezza scientifica, il video ha rimesso in discussione una realtà che i cubani conoscono bene: quando manca tutto, l'inventiva si sprigiona.
“Se non siamo i migliori, siamo tra i primi,” ha scritto un'altra utente, riassumendo l'orgoglio — e l'ironia — con cui molti guardano a questo tipo di storie.
Nel frattempo, il protagonista continua a rifornire il suo forno improvvisato e a far cadere goccia a goccia la sua “benzina”, ignaro del fatto che, sui social, è già diventato un vero e proprio fenomeno.
La benzina nel mercato nero arriva a costare 18.000 pesos per tre litri, mentre il salario minimo è di 2.100 pesos.
Questo non è il primo tentativo cubano di produrre combustibile dai plastici: da maggio 2023 circolano video di cubani che replicano il processo di pirolisi in modo artigianale, e a marzo 2026 è stato segnalato il progetto Pyralis a Holguín, che utilizza un reattore capace di generare fino a 100 litri di olio pirolitico per ogni 100 kg di rifiuti plastici.
"Dimenticate, i cubani sono inventori. Se avessero le risorse, nessuno sa di cosa sarebbero capaci. È un peccato, la necessità è la madre dell'invenzione," ha riassunto un internauta.
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