Incendio a Santiago di Cuba lascia cinque bambini senza casa e due famiglie perdono tutto



I resti carbonizzati di un'abitazione a Santiago de Cuba evidenziano l'entità dell'incendio che ha lasciato due famiglie —compresi cinque bambini— senza casaFoto © Facebook/Vivian Lumila

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Un incendio ha distrutto completamente l'abitazione di due famiglie in via Gallo 110, tra San Antonio e San Ricardo, a Santiago di Cuba, lasciando cinque bambini senza casa e i loro familiari sparsi in abitazioni di estranei.

La notizia è stata resa nota da Vivian Lumila Castilla Cobas, zia di una delle minori coinvolte, attraverso un post su Facebook che è diventato un appello urgente di solidarietà. "Solo oggi ho avuto la forza di scrivere", ha confessato, lasciando trasparire il peso emotivo del sinistro.

Captura di Facebook/Vivian Lumila

I cinque bambini colpiti sono Laura Ximena Palacios Martínez, di otto anni; Reinaldo Valiente Sánchez, di 14; Alex Sandiego Polan Sánchez, di sette; Alex Sandro Polan Sánchez, di sei; e Alex Hendris Polan Sánchez, di appena tre mesi.

Le adulte direttamente colpite sono Jailyn Sánchez Beltrán, nonna, e Yanisleydis Sánchez Beltrán, madre di diversi dei minori. Castilla Cobas ha sottolineato tra parentesi, con evidente orgoglio e dolore, che "sono maestre le colpite".

Dopo l'incendio, le famiglie sono state "ri sistemate a casa dei propri familiari, sparse", ha riferito l'autrice della pubblicazione. La piccola Laura Ximena, di otto anni, è stata portata a casa di suo padre.

Il dramma si aggrava perché queste famiglie erano già state colpite. "Colpite da eventi climatici e ora da un incendio", ha scritto Castilla Cobas, facendo riferimento ai danni causati dall'uragano Melissa, che ha colpito l'oriente cubano alla fine di ottobre 2025 e ha danneggiato oltre 106.500 abitazioni solo a Santiago di Cuba. A cinque mesi da quel disastro, solo il 17% di quelle abitazioni era stato riparato, secondo i dati della coordinatrice dei Programmi del Governo Provinciale.

Durante l'incendio, la situazione è stata ancora più disperata, poiché non c'era modo di comunicare con i pompieri. Castilla Cobas lo ha menzionato esplicitamente nel suo post, un difetto che si è ripetuto in altri sinistri recenti nella città.

Abitazione colpita dall'incendio a Santiago di Cuba

La pubblicazione ha generato un'ondata di reazioni caratterizzate da dolore ed empatia. Decine di persone hanno espresso la loro costernazione di fronte alla tragedia, ma hanno anche posto domande dirette: chi aiuterà queste famiglie?, quale risposta daranno le autorità?

Alcuni commenti puntano a una realtà più profonda. I vicini assicurano che in quella zona esistevano già problemi abitativi e che si era persino parlato di sgomberi o ricollocazioni che non si erano mai concretizzati. La tragedia, dicono, mette in evidenza una situazione di vulnerabilità che si era accumulata nel tempo.

È emersa anche la solidarietà. Diverse persone hanno offerto di donare vestiti, articoli di prima necessità e qualsiasi aiuto possibile per i bambini colpiti, in un gesto che riflette come, di fronte all'assenza di soluzioni rapide, siano proprio i cubani a cercare di sostenersi l'uno con l'altro.

Abitazione colpita dall'incendio a Santiago di Cuba.

Castilla Cobas ha ringraziato coloro che hanno risposto con ciò che avevano: "Grazie, grazie, mille grazie vicini, grazie amici, grazie alla mia gente per la loro solidarietà, a chi ha offerto un bicchiere d'acqua, un caffè caldo, il proprio amore incondizionato". Ha anche riconosciuto la presenza del delegato, della direttrice dell'Educazione Municipale e delle brigate che hanno ripulito le macerie.

Tuttavia, l'appello più urgente è stato rivolto al regime: "S.O.S al PCC e al Governo, confidiamo che abbiano presto un luogo dove trasferirli e, anche a pagamento, i loro familiari e amici possano rifornirli di articoli essenziali".

"Grazie Dio, sono vivi e sani fisicamente, il dolore è latente, soprattutto con i prezzi attuali, non lo dimentichi nessuno, è il mio sangue e mi fa molto male", ha concluso Castilla Cobas, in un messaggio che riassume l'angoscia di perdere tutto in un paese dove riprendersi da zero è, per la maggior parte, un compito quasi impossibile.

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Redazione di CiberCuba

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