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Oscar Pérez-Oliva Fraga continua a guadagnare protagonismo e visibilità dentro e fuori Cuba. Il vicepremier e ministro del Commercio Estero e Investimenti Stranieri, ha copresieduto martedì scorso a San Pietroburgo la XXIII riunione della Commissione Intergovernativa russo-cubana per la collaborazione economico-commerciale e scientifico-tecnica, dove entrambe le parti hanno sottoscritto nuovi accordi di cooperazione in energia, trasporti, istruzione, commercio, industria automobilistica e produzione alimentare.
L'incontro si è svolto nel contesto del 65° anniversario del ripristino delle relazioni diplomatiche tra Cuba e Russia ed è stato co-presieduto dal vicepremier russo Dmitry Chernyshenko, che ha annunciato che Mosca prevede di riprendere l'assemblaggio di veicoli GAZ sull'isola quest'anno e di aprire un ufficio vendite.
Questa iniziativa si aggiunge alla linea di assemblaggio di veicoli UAZ inaugurata nel 2025, che ha già segnato un altro passo nella cooperazione industriale bilaterale, così necessaria per Cuba che cerca di continuare a sostenersi in Russia nel mezzo di una crisi generalizzata.
Pérez-Oliva ha sottolineato il carattere prioritario dei legami bilaterali e ha ringraziato il Governo e il popolo russo per i segni di solidarietà e supporto, soprattutto nel complesso scenario economico che affronta l'arcipelago. Durante la sua visita, è stato anche ricevuto dal governatore di San Pietroburgo, in un'agenda che ha riflesso l'alto livello politico dell'incontro.
Il profilo di Pérez-Oliva ha acquisito rilevanza negli ultimi mesi all'interno della struttura di potere cubana. Alcuni analisti paragonano il suo ruolo a quello di Delcy Rodríguez in Venezuela, come operatore chiave del regime nella gestione delle alleanze strategiche. Il funzionario è inoltre nipote di Fidel e Raúl Castro, il che sottolinea il peso familiare e politico che sostiene la sua ascesa all'interno dell'apparato governativo cubano.
In parallelo alle negoziazioni, il petroliero russo Anatoly Kolodkin è arrivato al porto di Matanzas, un segnale concreto del sostegno energetico che Mosca mantiene verso L'Avana in mezzo alle pressioni internazionali sull'isola.
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