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L'umorista e attore cubano Ulises Toirac ha riacceso il dibattito sui social media dopo aver pubblicato una lunga riflessione sulla crisi economica del paese, in cui mette in discussione le basi strutturali del modello e scarta l'idea che i problemi attuali siano attribuibili esclusivamente a fattori esterni.
Nel suo profilo Facebook, sotto il titolo "Né campanello, né chi lo mette. C'è solo il gatto”, l'ingegnere ha analizzato il degrado economico accumulato nel corso dei decenni e ha sottolineato che l'origine del problema risiede in decisioni interne mantenute nel tempo.
"Le misure populiste e di propaganda internazionale (…) si realizzavano a costo di una grande deformazione economica," scrisse Toirac, spiegando che quegli indicatori sociali sono stati raggiunti senza una solida base produttiva che li sostenesse.
Secondo la sua analisi, quella distorsione non solo è rimasta, ma si è aggravata nel corso degli anni, riducendo sempre di più le possibilità di recupero. “Il processo di distorsione economica è cumulativo”, ha avvertito, descrivendo nel contempo come la mancanza di risorse limiti qualsiasi tentativo di decolla.
L'artista ha anche elencato decisioni che, a suo avviso, hanno contribuito al deterioramento strutturale, come l'inadempimento di debiti, lo smantellamento di zuccherifici, errori nella politica agraria e la cosiddetta "rivoluzione energetica". A questo ha aggiunto la priorità data a settori non produttivi: “Invece di assegnarli a sfere produttive che avrebbero fatto avanzare l'economia, sono stati destinati a sfere improduttive”, ha affermato.
Toirac ha insistito sul fatto che, sebbene le sanzioni esterne impongano delle limitazioni, non sono la causa principale del collasso. “È ovvio che il blocco/embargo/declino opera rendendo difficile manovrare. Impone restrizioni. Ma queste restrizioni sono aggiuntive, non sono il pollo del riso con pollo”, ha dichiarato.
Nella parte finale della sua riflessione, Toirac ha messo in discussione la tendenza a incolpare fattori esterni e a dipendere da aiuti come via d'uscita dalla crisi. “Non credo che dare la colpa agli altri e aspettare donazioni che sostengano il discorso (o meno) ci porteranno fuori dalla situazione in cui ci troviamo”, ha affermato.
Il comico ha avvertito che, sebbene questi aiuti possano alleviare situazioni specifiche, non risolvono il problema di fondo né il “dramma economico nazionale”. A suo avviso, lo scenario attuale è caratterizzato dalla mancanza di risorse, di forza lavoro e di capitale politico, in un contesto dove —secondo quanto sostiene— persiste l'assenza di cambiamenti strutturali.
La pubblicazione è stata accompagnata da un'immagine che mostra una mappa dei Caraibi con numerosi flussi tra Cuba e altri paesi, in riferimento a dinamiche economiche e di scambio nella regione.
Il messaggio ha generato una ampia reazione sui social media, con numerosi commenti di supporto che hanno messo in evidenza la chiarezza dell'analisi. Alcuni utenti hanno sottolineato che si tratta di una spiegazione "molto reale" e "precisa", mentre altri hanno affermato che "qualcuno doveva dirlo".
Ci sono stati anche coloro che hanno concordato sul fatto che il problema sia strutturale e accumulato, e che le decisioni prese nel corso dei decenni spieghino la situazione attuale del paese. Altri commenti hanno sottolineato fattori aggiuntivi, come la spesa per conflitti internazionali o il peso delle strutture burocratiche.
Non sono mancate le voci critiche. Alcuni utenti hanno messo in discussione l’approccio dell'umorista e difeso il ruolo di fattori esterni, mentre altri hanno dubitato di alcune parti della sua analisi o della sua posizione.
La riflessione si inserisce in una linea continua di analisi pubblica da parte di Toirac sulla realtà cubana. Nelle ultime settimane ha insistito sul fatto che la crisi energetica è il risultato di “30 anni di disallineamento dovuto a cattive politiche di investimento (e non a un blocco)”, e ha sottolineato che “Le decisioni di questo governo sono quelle che hanno messo in crisi l'economia”.
In un altro momento, riferendosi alla crisi sociale, ha affermato che “Ci sono persone povere in questo paese. Ci sono ricchi e ci sono poveri”, mettendo in discussione l'uso di eufemismi per descrivere la povertà.
Le sue interventi hanno generato un crescente dibattito sui social media, in un contesto segnato da blackout, scarsità e deterioramento delle condizioni di vita nell'isola.
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