“Ipocrisia totale”: lo streamer Hasan Piker sfoggia un outfit da migliaia di dollari in una Cuba in miseria

Hasan PikerFoto © X / Decoy

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Il streamer politico statunitense Hasan Piker, conosciuto sui social come HasanAbi, è stato oggetto di forti critiche su X dopo che sono state diffuse immagini e commenti riguardo alla sua visita a Cuba, dove diversi utenti lo hanno accusato di indossare un abbigliamento del valore di circa 5.000 dollari.

Il creatore di contenuti, mentre percorreva un'isola segnata da blackout, scarsità e una grave crisi economica, indossava abiti di lusso.

La controversia è cresciuta particolarmente dopo che Piker ha lodato la presunta “tranquillità” dei cubani di fronte ai blackout quotidiani, un apprezzamento che molti hanno considerato offensivo e scollegato dalla realtà.

Nell'account di X dell'utente identificato come Decoy sono circolate critiche che si sono concentrate non solo sulle sue dichiarazioni riguardo a Cuba, ma anche sul costo stimato degli abiti e degli accessori che indossava durante il viaggio.

"Indossare un abito da 5.000 dollari per dire alla gente povera che 'il capitalismo è cattivo' è una follia", si legge nel tweet.

Altre reazioni si sono concentrate sul prezzo dei suoi pantaloni cargo e su ciò che hanno considerato un'estrosità da designer difficile da giustificare in un contesto di estrema difficoltà.

Alcuni commenti definiscono questi prezzi "ridicoli" e un "spreco di denaro", anche tra persone che ammettevano di pagare di più per abbigliamento di qualità, ma non per marchi di lusso.

In particolare, si è fatto riferimento al fatto che portava due anelli —uno d'argento e l'altro d'oro, uno sul mignolo della mano sinistra e l'altro sull'anulare della mano destra— il cui valore approssimativo sarebbe compreso tra 4.000 e 6.000 dollari.

A partire da quel dato, diversi utenti hanno ironizzato sul contrasto tra il suo discorso anticapitalista e il lusso personale che proiettava in mezzo alla povertà cubana.

"Questo equivale a far lavorare 26 cubani (in Cuba) per un anno o a far lavorare un cubano per 26 anni. Ma certo, Hasan, vai a raccontare ai cubani quanto bene vivono. Un vero flagello," ha scritto un utente.

Tour ideologico per romantizzare la povertà

La polemica ha preso ancor più forza a causa del contenuto del video che Piker ha pubblicato da Cuba e che è stato diffuso su X dall'utente @JaviXCubaLibre.

Il clip ha accumulato più di 41.000 visualizzazioni in poche ore e ha provocato una nuova ondata di indignazione tra i cubani, dentro e fuori dall'isola.

In quella registrazione, lo streamer ha affermato che i cubani “semplicemente sono tranquilli” nonostante i continui blackout quotidiani, e ha suggerito che quella reazione potrebbe essere spiegata da una presunta “mentalità insulare”.

Ha anche definito Cuba come “uno dei miei luoghi preferiti ufficialmente” e ha lodato la “resilienza” del popolo cubano.

Queste affermazioni sono state interpretate da numerosi critici come una banalizzazione della sofferenza quotidiana di milioni di persone.

Il contrasto con la realtà cubana era particolarmente duro perché, appena un giorno prima della pubblicazione del video, il 22 marzo, si era verificato un nuovo collasso totale del Sistema Elettroenergetico Nazionale alle 18:38 ora locale, che lasciò il 90% dell'Avana senza elettricità.

Inoltre, si precisa che il deficit di generazione ha raggiunto i 2.040 megawatt rispetto a una domanda di fino a 3.130 megawatt, con blackout di 12 ore o più al giorno in tutto il paese.

Mentre quella situazione colpiva la popolazione, Piker alloggiava al Gran Hotel Bristol Meliá Collection, una struttura a cinque stelle con tariffe comprese tra 130 e 520 dollari a notte, dotata di generatori propri, internet stabile e aria condizionata.

Da lì ha trasmesso in diretta a 1,6 milioni di follower “con totale comodità”, un elemento che ha intensificato le accuse di ipocrisia.

Di fronte alle domande, lo streamer ha difeso il suo soggiorno affermando che le normative del governo degli Stati Uniti obbligano i cittadini statunitensi a soggiornare in hotel approvati dal governo cubano.

La visita di Piker all'isola ha fatto parte del cosiddetto Convoy Nuestra América, un'iniziativa organizzata da Progressive International che ha riunito oltre 650 partecipanti provenienti da 33 paesi.

Tra i partecipanti c'erano figure come Pablo Iglesias, Jeremy Corbyn e la congressista Rashida Tlaib. L'evento si è concluso il 21 marzo con un atto ufficiale presieduto da Miguel Díaz-Canel, che ha colto l'occasione per affermare che “Cuba non è sola”.

Questo contesto ha rafforzato la lettura secondo cui il viaggio dello streamer non è stato puramente turistico, ma un percorso di forte carico politico e ideologico.

“Non siamo un parco tematico”

Le risposte pubbliche sono state varie, ma hanno concordato nel mettere in discussione la messa in scena del visitatore straniero.

La giornalista Yoani Sánchez ha reagito con una frase incisiva: “Non siamo un parco a tema”.

L'umorista Ulises Toirac ha proposto ironicamente che Piker vivesse per un mese con 4.000 pesos cubani e un libretto di razionamento.

Da parte sua, la congresista María Elvira Salazar ha denunciato l' "ipocrisia" degli attivisti che soggiornano in hotel di lusso mentre il popolo cubano affronta la peggiore crisi energetica degli ultimi decenni. Gli esiliati cubani hanno descritto l’atteggiamento dello streamer come una “burla colossale” e come un esempio di “socialismo di champagne”.

Hasan Doğan Piker è nato il 25 luglio 1991 nel New Jersey ed è cresciuto a Istanbul. È un streamer statunitense di Twitch, commentatore politico di sinistra, ex collaboratore di The Young Turks e HuffPost, con oltre 3 milioni di seguaci su Twitch e una proiezione mediatica che CNN ha paragonato a una sorta di "radio AM per la Generazione Z".

È anche un socialista dichiarato, anticapitalista e uno dei critici più vocali della politica estera statunitense.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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