Ulises Toirac: "C'è gente povera in questo paese."



Ulises Toirac (Immagine di riferimento)Foto © Facebook / Ulises Toirac

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Il comico e attore cubano Ulises Toirac ha nuovamente generato dibattito sui social media dopo aver pubblicato un messaggio in cui mette in discussione l'uso del termine “vulnerabili” per riferirsi a persone in situazione di povertà a Cuba e denuncia l'esistenza di marcate differenze sociali nell'Isola.

En il suo profilo di Facebook, Toirac ha scritto: “Ci sono persone povere in questo paese. Ci sono ricchi e ci sono poveri. Ci sono classi sociali, quelle che mi hanno sempre detto che non ci sarebbero mai state in una rivoluzione ‘dei modesti, per i modesti e dei modesti’. POVERI, non 'vulnerabili'. Poveri. Alcuni più che poveri. Non mi mascherate più la realtà. Chi non vuole vederlo è troncoehdlp”.

Nel medesimo messaggio ha fatto un appello diretto all'aiuto individuale di fronte alla crescente precarietà che, secondo quanto afferma, stanno vivendo molti cubani: “Questa gente oggi, con questo freddo, sta passando davvero male. Senza cibo, senza vestiti adeguati, senza medicine. Qualsiasi aiuto tu possa dare, anche il più piccolo, anche se anche tu stai passando dei momenti difficili, è un aiuto. Qualsiasi piccola cosa. Tutto conta, signore. Non girarti dall'altra parte. Fai la tua parte. Allevia.”

Facebook / Ulises Toirac

La pubblicazione ha generato centinaia di reazioni e commenti. Molti utenti hanno sostenuto le sue parole e concordato sul fatto che il termine "vulnerabili" attenua una realtà più dura. "Vulnerabile è una parola che maschera la realtà", ha scritto un internauta. Un altro ha commentato: "Non sono vulnerabili, come dici bene, sono molto poveri". Si sono lette anche frasi come: "Ci sono più poveri che ricchi, c'è molta povertà" e "Qui non c'è povertà, c'è miseria. Umana".

Altri hanno ringraziato per l'appello all'aiuto diretto. "Aiutare il prossimo nutre sempre l'anima", ha osservato un commento. Un altro ha affermato: "Un piatto di cibo, riso e fagioli è qualcosa che riscalda e, se è caldo, allevia molto il freddo".

Il dibattito ha incluso incluso critiche e posizioni contrastanti. Alcuni hanno messo in discussione la responsabilità individuale rispetto a quella statale. “È il governo che deve occuparsi di tutto questo e non lo fa”, ha dichiarato un utente. Un altro ha scritto: “Ciò che serve è un cambiamento immediato.”

Il messaggio arriva giorni dopo che lo stesso Toirac ha criticato l'inefficienza del governo di fronte alla crisi economica ed energetica, sottolineando che “I problemi non si risolvono con slogan” e denunciando quella che ha definito la “nullità” del potere di fronte al deterioramento strutturale del paese.

En le reti sociali si moltiplicano i testimonianze sull'aumento delle persone che vivono per strada e chiedono aiuto per mangiare. In uno di questi messaggi, diffuso insieme a immagini di persone che dormono nei portici e sui marciapiedi, si afferma: “Non sono ‘persone vulnerabili’ (secondo l'eufemismo usato dai governanti e dai loro portavoce), sono persone affamate, malate in estrema povertà” e che “La Rivoluzione, sì, sì, ha abbandonato molti dei suoi figli”.

Le immagini che circolano mostrano persone sdraiate in parchi e edifici inabitabili, con cartoni o coperte improvvisate accanto ai loro pochi effetti personali, una scena che suscita crescente indignazione sui social e appelli alla solidarietà.

Il messaggio di Toirac, incentrato sulla necessità di chiamare le cose con il loro nome e sull'aiuto diretto tra cittadini, riporta al centro del dibattito pubblico la discussione su povertà, disuguaglianza e responsabilità dello Stato a Cuba, nel contesto di una crisi economica prolungata e di un evidente deterioramento delle condizioni di vita.

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