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Un cubano del municipio di Rafael Freyre, nella provincia di Holguín, ha denunciato pubblicamente che qualcuno ha danneggiato intenzionalmente il suo pannello solare fotovoltaico e ha lanciato un avvertimento diretto al responsabile: "Che non lo venga a sapere mai, perché altrimenti mi anticipo al karma".
Yunier Batista González ha pubblicato la denuncia nel gruppo di Facebook "Revolico Freyre" insieme a una fotografia del pannello distrutto.
L'immagine mostra due punti di impatto con ampie fratture radiali e il vetro completamente frantumato, un modello tipico di un colpo inferto con un oggetto contundente, indicando che non si è trattato né di un incidente né di un caso fortuito.
Nel contesto cubano attuale, dove il collasso energetico colpisce severamente la società civile, alcuni – con grande sforzo – riescono ad acquisire sistemi fotovoltaici, non di rado a prezzi elevati.
De lì che le reazioni non si sono fatte attendere. Marta Sánchez, una delle persone che ha commentato il post, è stata netta a riguardo: "Una pietra non rompe un pannello. Qualcuno è salito e ha colpito con qualcosa di veramente contundente", suggerendo che l'aggressore avesse accesso fisico diretto all'attrezzatura.
Yunier ha ringraziato per il supporto ricevuto e ha descritto l'effettivo danno subito: "Hanno rovinato il nostro impegno, l'economia, il benessere e, cosa più triste, hanno creato un panico nella mia famiglia", ha scritto, aggiungendo un avvertimento al responsabile: "Preparati a conoscere l'inferno se un giorno ti incontrerò".
La comunità ha indicato la gelosia come principale motivazione dell'atto. Yadira Infante ha scritto: "È stato un invidioso che non potrà mai avere nulla nella sua vita", mentre Litzandra Bello ha espresso: "Non capisco come l'essere umano possa diventare così misero. La gelosia è uno dei peggiori difetti che possano esistere".
Un partecipante anonimo del comune stesso è stato più diretto: "Davvero e definitivamente a Freyre ci sono più invidiosi e codardi che gente umile, tutto si paga tranquillo".
Franklin Ibáñez ha ricordato che quando sono iniziati a proliferare i pannelli solari a Cuba aveva già previsto questo scenario: "Mi sono detto che da un momento all'altro sarebbe uscita una pubblicazione che parlava di qualcuno aggredito", e ha menzionato il caso di un cubano a Pinar del Río che è stato criticato pubblicamente per aver installato protezioni sui suoi pannelli, prevedendo esattamente questo tipo di aggressioni.
Robert Ramírez ha riassunto il sentimento di molti con una frase: "La gente gioca con lo sforzo degli altri".
L'incidente si verifica nel mezzo della peggiore crisi energetica che Cuba sta attraversando da decenni, con blackout fino a 25 ore al giorno e un deficit di 1.800 MW che colpisce il 64% del paese.
In questo contesto, i pannelli solari sono diventati un bene di lusso: nel mercato informale costano tra 990 e 1.000 dollari, equivalente a più di due anni di salario medio cubano, il che genera una marcata disuguaglianza e tensioni tra i vicini tra coloro che possono mantenere la luce durante i blackout e chi rimane al buio.
Il vandalismo contro le infrastrutture elettriche e solari è un fenomeno crescente nella provincia: solo a Holguín sono stati registrati 27 atti nel 2025, con perdite superiori a 529.000 pesos cubani, incluso il furto di 180 metri di cavo fotovoltaico nella stazione di pompaggio Oscar Lucero, che ha lasciato zone senza acqua per oltre 60 giorni ed è stata riattivata solo domenica scorsa.
Dorilma Lissabet Velázquez ha concluso con una riflessione che riassumeva lo stato d'animo della comunità: "L'invidia porta a queste azioni, ma come dici bene il karma esiste e chi lo ha fatto paga da solo".
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