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Cuba è al risveglio questo lunedì immersa in una nuova giornata di blackout massivi, con la crisi energetica che si approfondisce senza segnali di soluzione a breve o medio termine.
La Unión Eléctrica (UNE) conferma uno scenario critico in cui i blackout si protraggono ininterrottamente per tutto il giorno, riflesso di un sistema collassato dopo anni di deterioramento, mancanza di investimenti e gestione inefficiente.
Secondo la parte ufficiale, domenica il servizio elettrico è stato interrotto per 24 ore e la situazione si è protratta durante tutta la notte.
La massima attenuazione registrata ha raggiunto i 1696 MW alle 19:40, un dato che evidenzia l'incapacità del sistema di soddisfare la domanda nazionale.
Alle 6:00, la disponibilità del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) era di 1160 MW rispetto a una domanda di 2290 MW, il che ha comportato un deficit di 1143 MW.
Per quanto riguarda l'orario di punta, si stima un impatto ancora maggiore, di 1250 MW, il che conferma la continuità dei blackout elettrici in ampie zone del paese.
Lo stato del sistema mostra molteplici malfunzionamenti accumulati.
Per quanto riguarda le principali criticità, si segnalano quattro unità fuori servizio a causa di guasti, situate nelle centrali termoelettriche di Santa Cruz, Felton e Antonio Maceo.
A questo si sommano cinque unità in manutenzione, distribuite nelle termoelettriche di Mariel, Renté e Nuevitas, il che riduce ulteriormente la già limitata capacità di generazione.
Inoltre, lo stesso rapporto riconosce 350 MW fuori servizio a causa di limitazioni nella generazione termica, il che aggrava un quadro già segnato dalla fragilità strutturale del sistema.
In vista dell'ora di punta, le previsioni non offrono sollievo.
Si prevede l'entrata in funzione dell'unità 5 di Energás Jaruco con 20 MW e dell'unità 5 della CTE Renté con 60 MW, contribuzioni che risultano chiaramente insufficienti rispetto a una domanda stimata di 3050 MW.
Con una disponibilità prevista di appena 1230 MW, il deficit salirebbe a 1820 MW, con un impatto stimato di 1850 MW in quel momento critico della giornata.
Sebbene la UNE abbia sottolineato che i 54 parchi solari fotovoltaici hanno generato 4389 MWh, con una potenza massima di 663 MW durante le ore medie, questi contributi non riescono a compensare il grande deficit strutturale del sistema elettrico.
La situazione a L'Avana riflette anche l'impatto di questa crisi.
Secondo l'Empresa Eléctrica della capitale, il servizio è stato interrotto per 14 ore e 13 minuti, con un impatto massimo di 210 MW alle 19:40.
Inoltre, è stato necessario applicare 55 MW di interruzioni per emergenza, e non è stato possibile ripristinare completamente il servizio a causa di un deficit.
Al termine del rapporto, sei blocchi, equivalenti a 219 MW, erano ancora senza elettricità, con una previsione di ripristino nelle ore della mattina.
Questo scenario conferma che i blackout sono una condizione permanente nella vita dei cubani.
La prolungata durata di queste problematiche, insieme all'incapacità del sistema di stabilizzarsi, mette in evidenza il deterioramento accumulato dell'infrastruttura elettrica, frutto di anni di mancanza di manutenzione, decisioni erratiche e una gestione che non è riuscita a prevedere né a rispondere in modo efficace alla crisi.
Nel frattempo, la popolazione continua a affrontare giornate segnate dall'incertezza, senza orari chiari di servizio e con interruzioni che influenzano sia la vita quotidiana che l'attività economica, in un paese dove l'elettricità è diventata una risorsa sempre più scarsa.
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