"Mentre molti continuano la loro vita, c'è una bambina che sente la mancanza di suo papà": l'appello a non dimenticare i giovani di El4tico



El4ticoFoto © Captura video di Instagram / El4tico

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Il giovane cristiano cubano David Espinosa ha lanciato un appello sui social media affinché non si dimentichino i giovani legati al progetto indipendente El4tico, arrestati dalla Sicurezza dello Stato a Holguín, ponendo l'accento sull'impatto che queste detenzioni hanno sulle loro famiglie.

Facebook / David Espinosa

In his post, which has been widely shared by profiles such as Anna Sofía Benítez, Espinosa appeals directly to consciousness with a biblical quote: “Ebrei 13:3 non è un suggerimento: ‘Ricordatevi dei prigionieri…’ Non è facoltativo.”

Il messaggio descrive chiaramente il costo umano della repressione: “C’è una bambina che sente la mancanza di suo papà. C’è una moglie che ha bisogno di suo marito. C’è una madre che piange per suo figlio.”

La pubblicazione ha generato numerose reazioni che combinano fede, solidarietà ed esigenze di libertà. Tra i commenti predominano i messaggi di supporto. “Non ci dimentichiamo. Preghiamo per loro ogni giorno. Presto saranno liberi”, ha scritto un utente. Altri insistono: “Sì, ci sono molti prigionieri politici. Libertà!”. Si ripetono anche frasi come “Libertà per tutti”, “LIBERTÀ PER I NOSTRI FRATELLI” e “Libertà immediata”.

Il componente religioso attraversa buona parte delle reazioni. “Non ci sono molti percorsi per arrivare a Dio, ce n'è solo uno ed è credere che Gesù è il Cristo”, osserva uno dei commenti più lunghi. Altri messaggi esprimono fiducia nella giustizia divina: “Dio farà giustizia!”.

Dietro queste espressioni ci sono storie concrete. Una di esse è quella di Emma, una bambina di quasi quattro anni che da settimane non vede suo padre, Ernesto Ricardo Medina. Sua madre ha raccontato in un video l'impatto emotivo dell'assenza, in una storia che riflette il dolore familiare descrivendo come la più piccola chieda il ritorno di suo papà.

“Ciao, papà: dirti che mi manchi molto è superfluo, i giorni passano e non capisco perché non sei a casa, mamma mi dice che sei andato a uccidere alcuni maiali a dei poliziotti”, esprime la testimonianza.

In quello stesso messaggio vengono elencate le assenze quotidiane: “Sono 46 giorni senza un braccio di papà. Sono 46 giorni senza un bacio di papà. Sono 46 giorni senza il calore di papà. Sono 46 giorni che non ho ballato una sola canzone di balletto con mio papà”.

E si riassume il desiderio della minore in una frase: “L'unico desiderio che chiedo è avere mio papà a casa con me, avere la mia famiglia completa”.

Ernesto Ricardo Medina e Kamil Zayas Pérez sono stati arrestati il 6 febbraio durante un'operazione in cui agenti della Sicurezza dello Stato hanno perquisito le loro abitazioni e confiscato attrezzature di lavoro. Entrambi sono accusati di “propaganda contro l'ordine costituzionale” e “istigazione a delinquere” per i contenuti che diffondevano da El4tico, uno spazio digitale critico nei confronti della realtà del paese.

Desde allora, rimangono in detenzione provvisoria, senza essere stati portati a processo. Anche la pressione internazionale si è fatta sentire, con dichiarazioni come quella dell'Ambasciata degli Stati Uniti a Cuba, che ha chiesto pubblicamente “Dove sono quelli di #El4tico? Fateli uscire!” in mezzo al crescente scrutinio sul caso.

Al contempo, dentro e fuori dall'isola sono state promosse iniziative da parte dei cittadini per richiedere la loro liberazione, come la raccolta di firme che chiede il rispetto della libertà di espressione e la cessazione delle azioni penali contro i giovani mediante una petizione indirizzata alle autorità.

Sui social media, l'appello continua. Tra preghiere, slogan e messaggi di sostegno, si ripete un'idea che riassume il sentimento di molti: non dimenticare coloro che sono ancora detenuti né le famiglie che aspettano il loro ritorno.

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