"Ci sarà fame, ma mai peste a bocca": Annunciano a Camagüey la distribuzione di crema dentale standardizzata



Il governo distribuisce dentifricio e i cubani rispondono con sarcasmoFoto © Facebook/Radio Camagüey

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Le autorità di Camagüey hanno annunciato la distribuzione della crema dentale marca Sonríe come parte del paniere alimentare normato, in una notizia diffusa da Radio Camagüey tramite la Cadena Agramonte che ha scatenato un'ondata di commenti sarcastici sui social media.

Secondo l'annuncio ufficiale, verrà distribuito un tubo di dentifricio per famiglie da uno a sei membri, due tubi per composizioni da sette a dieci membri, e tre tubi per famiglie di undici o più persone.

La distribuzione avverrà in modo graduale a causa delle limitazioni di carburante per il trasporto, come ha riconosciuto la stessa fonte ufficiale.

Junto alla crema dentale, è stata annunciata una consegna gratuita di quattro chili di riso relativi al bimestre marzo-aprile per donne in gravidanza e persone vulnerabili, i cui elenchi sono già disponibili nelle unità selezionate dalla fase precedente.

Le fonti del Grupo Empresarial de Comercio Camagüey hanno confermato l'esistenza del riso destinato a quel settore specifico per tutto l'anno 2026, chiarendo che questo alimento non fa parte del paniere familiare normato.

Inoltre, viene commercializzato in città un chilo pro capite di zucchero raffinato a prezzo non sovvenzionato per bambini da zero a 13 anni, donne in gravidanza e persone vulnerabili, come risultato dell'autogestione territoriale.

La notizia, tuttavia, è stata accolta con umorismo nero dai cubani sui social media, i quali hanno riassunto la situazione con una frase che è diventata rapidamente virale: "Ci sarà fame ma mai peste a bocca".

Il sarcasmo riflette la contraddizione percepita dalla popolazione tra la priorità accordata a un prodotto per l'igiene e la scarsità cronica di alimenti di base che affligge l'isola.

En La Habana, i residenti non hanno ricevuto dentifricio tramite la libreta di approvvigionamento da marzo 2024 fino a settembre di quell'anno, accumulando sei mesi di ritardo.

In Ciego de Ávila, fino ad aprile 2025, il dentifricio era ancora in attesa di distribuzione nonostante fosse stata approvata la vendita.

Il riso distribuito a Camagüey a marzo del 2026 ha anche suscitato lamentele per la sua scarsa qualità: cattivo odore e sporcizia, vendendosi a 155 pesos cubani al chilo nel quartiere La Rubia, di fronte a cui un cubano ha denunciato che il comunismo ci tratta come cani.

Il contesto generale non è più incoraggiante: il prezzo del pollo è salito da 4.500 a 4.850 pesos cubani nel marzo del 2026, e le uova venivano vendute a 900 pesos a cartone nel mercato informale.

Di fronte all'arrivo di 15.000 tonnellate di riso donate dalla Cina, ricevute lunedì scorso, i cubani hanno risposto sui social con frasi come briciole dopo briciole e viviamo di elemosina per capriccio della dirigenza.

A partire da aprile 2026, il regime implementerà il più grande cambiamento al sistema di razionamento dalla sua creazione negli anni '60: eliminerà i sussidi diretti ai prodotti della cesta normata per la popolazione generale e focalizzerà l'aiuto esclusivamente su persone vulnerabili con prezzi differenziati, una svolta che aggrava la percezione di abbandono che sente la popolazione cubana di fronte alla crisi.

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