Condannano un cubano a ergastolo per terrorismo e possesso illegale di armi

Cubano giudicato per terrorismoFoto © Facebook / Minint Hoy

Il regime cubano ha condannato Osvaldo Fernández Pichardo a una sanzione congiunta di detenzione perpetua per i reati di terrorismo e di possesso e detenimento illegale di armi o esplosivi, secondo le informazioni fornite dal MININT.

La sentenza è stata emessa nella Prima Sezione Penale del Tribunale Provinciale Popolare di Camagüey con il numero di causa 6 del 2025, dopo un processo orale che lo stesso testo del MININT descrive come pubblico e “esemplare”.

Durante il processo giudiziario, secondo le autorità, è stato accertato che una persona residente negli Stati Uniti, indicata nell'indagine come qualcuno con un "ampio attivismo contro la Rivoluzione cubana", ha offerto a Fernández Pichardo la somma di 600 dollari affinché aggredisse un membro della Polizia Nazionale Rivoluzionaria in un luogo pubblico.

Secondo quella versione, l'obiettivo era provocare paura tra le persone, alterare l'ordine e alimentare sentimenti di insicurezza nella popolazione.

Il testo colloca i fatti al 29 maggio dell'anno scorso, data in cui sono state diffuse immagini dell'attacco.

Secondo la versione del regime, Fernández Pichardo ha aggredito alle spalle un ufficiale di polizia disarmato e in uniforme che transitava nel boulevard di via Repubblica, nella città di Camagüey.

Le cause, secondo il MININT

L'aggressore avrebbe utilizzato un'arma bianca e si sarebbe "sfruttato della sua corporatura" per attaccare l'agente.

Le lesioni provocate avrebbero messo in pericolo imminente la vita dell'ufficiale e hanno richiesto un trattamento medico.

Oltre alla pena dell'ergastolo, il tribunale ha imposto diverse sanzioni accessorie. Tra queste figurano la privazione dei diritti pubblici, il sequestro di oggetti e beni legati al fatto e il divieto di rilascio del passaporto e di uscita dal territorio nazionale.

Si è anche stabilito l'obbligo di risarcire i danni causati all'ufficiale del Ministero dell'Interno.

Il testo del MININT insiste sul fatto che durante la trattazione del caso e nell'atto del processo orale sono state rispettate le garanzie processuali e il rispetto del giusto processo stabiliti nella Legge sul Processo Penale e nella Costituzione della Repubblica.

Aggiunge che l'imputato è stato assistito da un legale nominato fin dalla fase di indagine.

Le informazioni fornite presentano il caso come un attacco diretto a un membro della Polizia Nazionale Rivoluzionaria nell'esercizio delle sue funzioni.

In questa linea, afferma che gli agenti di quel corpo hanno tra le loro responsabilità garantire l'ordine pubblico e la tranquillità dei cittadini. Il comunicato assicura, inoltre, che il fatto è stato "ampiamente ripudiato" quando è stato reso pubblico.

In termini giudiziari, la condanna colloca il caso tra quelli di maggiore severità penale, combinando l'accusa di terrorismo con quella di possesso illegale di armi o esplosivi.

Tuttavia, non identifica la persona residente negli Stati Uniti che, secondo l'indagine, sarebbe stata quella che avrebbe offerto il denaro per eseguire l'aggressione.

Captura di Facebook/Minint Oggi

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