“Produzione, progressi e potenzialità”: Così vendono il Piano Turquino a Santiago nel mezzo della crisi a Cuba



Piano TurquinoFoto © Captura de Video/Youtube/Canal Caribe

In mezzo a blackout, scarsità di cibo e a una crisi economica che colpisce in modo particolare le aree rurali, la televisione statale cubana ha nuovamente mostrato un'immagine ottimistica del Piano Turchino a Santiago di Cuba. Il contrasto con la realtà che vivono migliaia di famiglie in quelle regioni è, ancora una volta, difficile da ignorare.

Un recente rapporto di Canal Caribe ha presentato il Consiglio Popolare Mata Hambre, nel comune di Songo-La Maya, come esempio del “raggio d'azione delle politiche di beneficio sociale ed economico” nelle zone montuose. Secondo il discorso ufficiale, lì si sta avanzando nella produzione di alimenti, nell'esportazione di carbone e miele, e persino in soluzioni energetiche.

Tuttavia, il linguaggio stesso del reportage lascia trasparire la precarietà. In una realtà produttiva locale, un lavoratore ammette: “dobbiamo lottare e lottare cercando di portare avanti la maggiore quantità di legname possibile per poter aiutare le persone più bisognose”. La frase, invece di trasmettere progresso, riflette un'economia di sopravvivenza.

Il rapporto insiste anche sulle "potenzialità" di esportazione e sulla diversificazione delle entrate, mentre menziona azioni per "risolvere le problematiche" del sistema elettroenergetico. Tuttavia, evita di approfondire le cause strutturali di queste problematiche, che fanno parte di una crisi energetica nazionale persistente.

Un altro dei temi del reportage è la formazione dei giovani per integrarsi nelle forme produttive locali. La proposta è chiara: che, dopo la laurea, "la loro collocazione sia proprio la forma produttiva che esiste qui". Nella pratica, questo rivela la mancanza di alternative reali per coloro che crescono in queste zone, dove emigrare —internamente o esternamente— continua a essere una delle poche uscite.

Il caso presentato come "esperienza positiva", quello di un produttore con allevamento suino, bestiame e pollame, solleva anche dei dubbi. Sebbene il contadino enumera le sue risorse — "in questo momento ho 20 femmine da riproduzione, 48 capi di bestiame, circa 150 polli" —, l'accento posto sulla garanzia di cibo per gli animali e sulla vendita al sistema statale evidenzia le limitazioni del modello, più concentrato sul rispetto dei piani che sul miglioramento della qualità della vita.

Il reportage si conclude evidenziando le azioni di “trasformazione” nelle comunità come Arahueca, con miglioramenti previsti per le scuole e i policlinici, così come il ruolo del Partito nella “difesa della patria”. Una chiusura prevedibile che dà priorità alla narrativa politica rispetto ai problemi quotidiani.

Il Piano Turquino, creato decenni fa per promuovere lo sviluppo delle zone montane, continua a essere presentato come un esempio di progressi. Ma nella pratica, molte di queste comunità continuano a affrontare isolamento, precarietà e mancanza di opportunità, in un contesto in cui la crisi nazionale aggrava ulteriormente le carenze.

Mentre la televisione parla di "potenzialità", gli abitanti di queste zone continuano a confrontarsi con le necessità fondamentali: produrre, resistere e sopravvivere.

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Redazione di CiberCuba

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