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La madre dell'attivista cubana Anna Sofía Benítez Silvente (Anna Bensi) si è presentata mercoledì in un'unità della Sicurezza dello Stato a L'Avana, in un nuovo episodio che mantiene in ansia familiari, amici e sostenitori della giovane.
Secondo quanto riportato su Facebook dal attivista David Espinosa, mercoledì alle 9:36 Cary Silvente è entrato con il suo avvocato all'appuntamento. "Attenzione a tutti", ha avvertito.
La scena si svolge dopo ore di incertezza, dopo che la stessa Anna Bensi ha denunciato martedì che lei e sua madre erano rimaste incomunicabili per oltre un giorno.
"30 ore di blackout e senza poterci comunicare in alcun modo. Totalmente incomunicati", ha scritto la giovane, mettendo in guardia su una situazione che ha suscitato allerta tra i suoi familiari, amici e migliaia di sostenitori.
Cary era stata inizialmente convocata per martedì, ma l'interrogatorio è stato posticipato.
Quella giorno, né familiari né amici intimi sapevano dove si trovassero madre e figlia. La sorella dell'attivista, Ghelmis Rivero, ha rivelato il suo dolore in messaggi in cui affermava di aver tentato di comunicare "in ogni modo" senza successo, temendo per la loro sicurezza.
Un modello di pressione e silenziamento
La citazione di questo mercoledì non è un fatto isolato. Fa parte di una serie di azioni che, secondo le ripetute denunce della stessa famiglia, mirano a esercitare pressione su entrambe per il contenuto che la giovane pubblica sui social media.
El giovedì scorso, Cary Silvente è stata sottoposta a un interrogatorio di diverse ore da parte degli agenti della Sicurezza dello Stato, durante il quale è stata minacciata con una condanna fino a cinque anni di reclusione.
Il motivo, le dissero, fu quello di registrare i funzionari che si erano recati a casa sua per citarla.
Inoltre, ha riferito di essere stata oggetto di discreditamento personale.
Gli interrogatori non solo la hanno interrogata per la registrazione dell'agente, ma anche per aver permesso a sua figlia di fare denunce sui social media.
La hanno etichettata come "mala madre" e accusata di essere "contrarrevoluzionaria", di "cospirare" e di ricevere ordini dagli Stati Uniti.
Il fatto che ora sia stata nuovamente citata, questa volta con l'obbligo di presentarsi insieme a un avvocato, rafforza la percezione che si tratti di un processo graduale di attuazione di molestie.
Incomunicabilità e paura
Uno degli elementi più preoccupanti del caso è stata l'interruzione totale delle comunicazioni che ha subito la famiglia nelle ore precedenti alla convocazione.
Durante quel periodo, i familiari non riuscirono a stabilire contatti né per telefono né per Internet, il che suscitò timore per la sua sicurezza.
Non è la prima volta che accade qualcosa di simile. Secondo denunce precedenti, sia Anna che sua madre hanno subito interruzioni della connessione in momenti chiave, specialmente dopo interazioni con le autorità.
Queste interruzioni non sono altro che meccanismi di controllo e pressione.
Una voce scomoda
Il contesto di questo caso è direttamente collegato all'attività di Anna Sofía Benítez Silvente sui social media.
Con soli 21 anni, la giovane ha guadagnato visibilità per i suoi post sulla vita quotidiana a Cuba, dove affronta temi come la scarsità, i black-out e le difficoltà che incontra la popolazione.
Il suo contenuto ha connesso migliaia di utenti dentro e fuori dall'Isola, ma l'ha anche messa nel mirino delle autorità.
Secondo quanto denunciato, sia lei che sua madre sono state oggetto di minacce, interrogatori e avvertimenti mirati a fermare la loro attività.
Tuttavia, la giovane ha insistito nel dire che non smetterà di esprimersi.
"Voi potete rinchiudere, potete uccidere le persone, ma le idee no", ha affermato in un video.
Un caso che genera attenzione
Il monitoraggio in tempo reale della citazione di questo mercoledì di Cary Silvente riflette il livello di preoccupazione che esiste riguardo a ciò che potrebbe accadergli.
Ogni movimento, ogni aggiornamento e ogni messaggio sono osservati da vicino da una comunità che teme possibili ritorsioni.
Il fatto che una madre venga chiamata a interrogatorio per l'attività della propria figlia su Internet evidenzia un clima in cui esprimere opinioni può avere conseguenze che trascendono l'individuale.
Nel frattempo, le aspettative rimangono sul risultato di questo nuovo intervento, in un contesto in cui le voci critiche affrontano crescenti ostacoli e pressioni.
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