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Russia sta fornendo combustibile a Cuba con il pretesto di "aiuto umanitario", in un contesto caratterizzato dalla profonda crisi energetica che attraversa l'isola e dai continui blackout che colpiscono la popolazione.
La notizia è stata comunicata dal ministro dell'Energia russo, Sergei Tsivilev, secondo Reuters, che ha confermato la spedizione ma non ha fornito dettagli sui volumi né sulle condizioni della fornitura, ha riportato Reuters.
L'annuncio avviene in un momento particolarmente critico per Cuba, dove i blackout sono diventati parte della vita quotidiana a causa della scarsità di carburante e del deterioramento del sistema elettrico nazionale.
I dati del mercato energetico indicano che l'isola ha ricevuto soltanto due carichi di petrolio dall'inizio dell'anno, il che evidenzia le difficoltà nel garantire un approvvigionamento energetico stabile.
A questo si aggiunge che una nave con carburante diretta a Cuba ha cambiato rotta verso Trinidad e Tobago, aggravando ulteriormente la situazione in mezzo alla crisi.
Inoltre, recenti aggiustamenti del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti limitano alcune transazioni legate al petrolio russo verso paesi come Cuba, il che complica ulteriormente l'accesso dell'Avana a risorse energetiche nel mercato internazionale.
De igual modo, un petroliero carico di gasolio russo che inizialmente era destinato a Cuba è arrivato in acque venezuelane dopo aver cambiato rotta nei Caraibi, secondo i dati di monitoraggio marittimo.
Secondo quanto riportato da AFP, la nave Sea Horse, battente bandiera di Hong Kong, trasporta circa 190.000 barili di gasolio russo che il mese scorso erano destinati all'isola, ma negli ultimi giorni ha modificato il suo percorso e ora naviga al largo della costa venezuelana.
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