Un progetto a Cuba trasforma sacchetti di nylon e tappi di plastica in benzina e diesel

Cuba promuove un'iniziativa per trasformare la plastica in energiaFoto © CiberCuba/Sora

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Un progetto sostenuto dal governo a Holguín propone di trasformare i rifiuti plastici in combustibile, in un contesto in cui il regime cubano continua a cercare alternative di fronte a una delle peggiori crisi energetiche della sua storia.

Secondo i rapporti di Prensa Latina e Radio Angulo, l'iniziativa, denominata Pyralis, è sviluppata nel Parco Scientifico Tecnologico di quella provincia e utilizza un processo di pirolisi per trasformare sacchetti di nylon e tappi di plastica in oli destinati alla produzione di benzina e diesel, in un momento in cui molti auto sono fermi per mancanza di combustibili.

Il progetto, creato dallo specialista Alejandro Ortiz, prevede che per ogni 100 chilogrammi di rifiuti plastici si possano ottenere fino a 100 litri di oli pirolitici.

Tuttavia, i rapporti ufficiali non specificano il livello di elaborazione aggiuntiva necessario per trasformare quegli derivati in combustibili utilizzabili, né le risorse tecniche che ciò comporterebbe.

La pianta si trova in fase di montaggio nelle aree dell'Impresa Meccanica Héroes del 26 de Julio, mentre si prevede l'installazione di punti di raccolta dei rifiuti nelle comunità per alimentare il sistema.

Secondo i suoi promotori, il combustibile generato potrebbe essere inizialmente destinato a servizi essenziali come le ambulanze, in mezzo alla continua scarsità di diesel e benzina che colpisce il paese.

Tuttavia, le informazioni diffuse omettono aspetti chiave riguardo l'impatto ambientale del processo, come la gestione dei rifiuti derivati dalla pirolisi o le emissioni inquinanti associate a questo tipo di tecnologia.

Non vengono dettagliati nemmeno i costi di implementazione, manutenzione o scalabilità del progetto, elementi decisivi per valutare la sua fattibilità in un sistema energetico fortemente deteriorato e con limitazioni strutturali.

L'iniziativa include inoltre incentivi comunitari, come benefici per i quartieri con livelli più elevati di raccolta dei rifiuti, nel tentativo di integrare la popolazione nel processo.

Sebbene i suoi promotori aspirino a estendere il modello in tutto il paese, persistono interrogativi sulla sua reale capacità di offrire soluzioni sostenibili di fronte alla crisi energetica che attraversa Cuba.

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