Se non fosse per il proverbio "a cattivo tempo, buona faccia" che circola da secoli nella lingua spagnola in varie forme, si potrebbe pensare che l'abbiano inventato —e reinventato ogni giorno— i cubani.
De questo possono certamente dare testimonianza il giovane holguinero Alain Pérez e sua nonna, soprattutto sua nonna, che con i suoi 86 anni continua a cucire cuscini di ritagli di stoffa e a preparare torrone di arachidi per affrontare il temporale della eterna crisi a Cuba.
In un post recente su Instagram, il giovane, anche creatore di contenuti per i social, racconta come la signora gestisca i due piccoli progetti imprenditoriali mentre lui si dedica a realizzare carbone vegetale, un prodotto che ha raggiunto valori molto elevati nel paese a causa della quasi totale carenza di combustibile.
Tuttavia, confessa il giovane di essere preoccupato per la continuità del suo duro lavoro, perché “si sta diffondendo un rumor che a chi viene sorpreso a tagliare alberi o a fare carbone daranno una multa terribile,” in riferimento alle possibili sanzioni economiche che potrebbero colpirlo.
Anche in mezzo alle carenze sistemiche del paese, con molti settori della società paralizzati, quando sarebbe opportuno ringraziare e incoraggiare quasi ogni azione imprenditoriale che aiuti in modo individuale o collettivo, gli ispettori, la polizia e vari agenti di controllo del regime non si fermano a vigilare, frenare, impedire, diventando le vere ostacoli che spesso il discorso ufficiale afferma di combattere.
Oltre alla bellezza dell'energia vitale della nonna, cosa fa una donna della sua età, che ha sicuramente dato tanto nel lavoro alla famiglia e al paese, "guapeando" ancora, come si dice in buon cubano, per guadagnare il sostentamento quotidiano? Non meriterebbe forse di godere piacevolmente dei suoi anni di pensione, trascorrendo del tempo con i figli e i nipoti, viaggiando, divertendosi?
Cosa fa un giovane che, come si può notare, ha capacità comunicative e, a quanto pare, anche tecnologiche per impegni di questo tipo, bruciandosi i migliori anni di apprendimento tra forni a carbone, senza sminuire questa né alcun'altra professione o mestiere decentemente esercitato?
Molte domande potrebbero sorgere e infatti si possono trovare nei centinaia di commenti generati dalla pubblicazione, insieme all'ammirazione e agli applausi per il giovane e la sua tenace nonna.
«L’età non è un limite, ma la mentalità sì. Non so se domani diventerò un fallimento, ma so che finché ho la forza che ha mia nonna, non mi arrenderò. Che Dio benedica tutte le nonne guerriere, perché a volte hanno più visione di noi», ha concluso Alain Pérez.
Con ritagli di stoffa e luce ardente di carbone si costruisce anche —sembra dirci— la Cuba di domani in cui non si dovrà vivere preoccupati “per il prossimo problema”.
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