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Il Tribunale Provinciale Popolare di Artemisa ha respinto la richiesta di habeas corpus presentata a favore dell'artista e prigioniero politico Luis Manuel Otero Alcántara, in una decisione che è stata aspramente contestata dall'organizzazione Cubalex, denunciando contraddizioni e irregolarità nel processo giudiziario.
Secondo un comunicato diffuso il 23 marzo, la Prima Sezione Penale ha respinto il ricorso senza fornire chiare motivazioni legali né indicare quale istanza sarebbe competente per gestirlo, lasciando il richiedente in una situazione di “assoluta indefensione”.
Il punto più controverso della sentenza risiede in una apparente contraddizione all'interno dello stesso documento giudiziario. Secondo Cubalex, il tribunale afferma contemporaneamente che Otero Alcántara si trova in custodia cautelare e che sta scontando una pena detentiva, due condizioni che, dal punto di vista giuridico, risultano incompatibili.
“El risultato è che non c'è risposta, non c'è giustizia,” ha denunciato l'organizzazione sui suoi social media, dove ha anche sottolineato che l'habeas corpus è stato respinto senza spiegazione né analisi approfondita del caso.
Il ricorso era stato presentato alcuni giorni prima con l'obiettivo di contestare la legittimità della privazione della libertà dell'artista, sostenendo che avrebbe già scontato integralmente la condanna di cinque anni che gli era stata inflitta nel 2022 per i reati di oltraggio ai simboli della patria, disobbedienza e pubblici disordini.
Secondo i calcoli esposti da Cubalex, Otero Alcántara è in prigione dal 11 luglio 2021 in regime di custodia cautelare, tempo che deve essere considerato come parte della pena. A questo si aggiungerebbero i benefici di riduzione della condanna per buona condotta, il che porterebbe a considerare la pena come già estinta.
Se questa interpretazione è corretta, avverte l'organizzazione, mantenerlo in prigione costituirebbe una privazione della libertà illegale secondo la stessa legislazione cubana.
Il habeas corpus, tutelato dalla Costituzione e dalla Legge sul Processo Penale, è il principale meccanismo legale per contestare le detenzioni arbitrarie. Tuttavia, Cubalex sostiene che il comportamento del tribunale non solo ha evitato di pronunciarsi sul merito della questione, ma ha anche bloccato l'accesso effettivo a questo strumento.
Di fronte a questa situazione, l'organizzazione ha richiesto la reale trattazione del habeas corpus, una risposta giudiziaria adeguatamente motivata e la liberazione immediata dell'artista se si conferma che ha già scontato la sua pena.
Ha inoltre annunciato che il caso sarà portato davanti a istanze internazionali di protezione dei diritti umani, inclusa le Nazioni Unite, poiché si tratta di una detenzione arbitraria.
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