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L'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha confermato questo martedì di essere in trattative con il Governo degli Stati Uniti per consentire l'accesso al combustibile a fini umanitari a Cuba, nel contesto del peggioramento della crisi energetica sull'isola e del deterioramento dei servizi essenziali come gli ospedali.
Il portavoce del segretario generale dell'ONU, Stéphane Dujarric, ha spiegato nella sua conferenza stampa quotidiana che l'organizzazione sta cercando meccanismi che consentano di garantire la consegna di assistenza senza violare il regime delle sanzioni vigente.
“Siamo in contatto con gli Stati membri, inclusi gli Stati Uniti, affinché l’aiuto possa essere consegnato senza ostacoli. Questo include l’accesso ai combustibili per scopi umanitari”, ha affermato Dujarric in dichiarazioni citate oggi dall’agenzia EFE.
Il portavoce ha sottolineato che i colloqui con Washington rappresentano una “via importante e fondamentale” per cercare di risolvere il problema e facilitare il funzionamento delle operazioni umanitarie nel paese.
“Ci aspettiamo di avere successo in queste conversazioni”, aggiunse.
Le dichiarazioni rappresentano la prima conferma pubblica dalla sede centrale delle Nazioni Unite a New York delle trattative diplomatiche per garantire combustibile destinato alle operazioni umanitarie nell'isola.
Lunedì, il coordinatore residente del sistema delle Nazioni Unite a Cuba, Francisco Pichón, aveva già anticipato che l'organismo stava cercando di aprire un canale con Washington per consentire tale fornitura senza che i paesi coinvolti si espongano a sanzioni.
Según spiegò allora il funzionario, il combustibile avrebbe avuto una destinazione rigorosamente controllata: sostenere le operazioni di risposta umanitaria delle agenzie internazionali e garantire servizi essenziali per le popolazioni vulnerabili.
Crisi sanitaria e energetica
Durante la sua intervento di fronte alla stampa, Dujarric ha anche avvertito del deterioramento della situazione umanitaria a Cuba, specialmente nel sistema sanitario.
Secondo il portavoce, gli ospedali affrontano frequenti interruzioni di corrente e carenze di farmaci essenziali, il che sta avendo un grave impatto sulla fornitura di servizi di emergenza, sull'assistenza materna e infantile e sui trattamenti oncologici.
Secondo i dati citati dall'ONU, circa 60.000 pazienti oncologici che necessitano di radioterapia e altri 12.000 che richiedono chemioterapia non riescono a ricevere i loro trattamenti a causa dei black-out e della mancanza di risorse.
L'organismo internazionale ha inoltre avvertito che la carenza di carburante sta compromettendo altri servizi essenziali nel paese.
“L'accesso all'acqua potabile e la catena di approvvigionamento alimentare sono sempre più minacciati dalla mancanza di carburante”, ha dichiarato Dujarric.
Attualmente, quasi un milione di persone dipendono dalla fornitura di acqua tramite camion cisterna, il cui funzionamento richiede combustibile.
Además, più dell'80% dell'infrastruttura di pompaggio dell'acqua dipende dall'elettricità, causando interruzioni prolungate del servizio.
La ONU ha anche avvertito che la mancanza di carburante sta limitando la capacità delle stesse agenzie umanitarie di operare nell'isola.
Gestione per un'eccezione umanitaria
Le negoziazioni con Washington avvengono in un contesto di forte deterioramento del sistema energetico cubano e di crescente scarsità di carburante.
Nelle ultime settimane, il coordinatore residente dell'ONU a L'Avana ha pubblicamente chiesto agli Stati Uniti un'"eccezione umanitaria" che consenta di garantire il necessario approvvigionamento energetico per le operazioni di aiuto internazionale.
L'iniziativa mira a stabilire meccanismi di tracciabilità e controllo che garantiscano che il carburante venga utilizzato esclusivamente per scopi umanitari e per sostenere servizi essenziali destinati a popolazioni vulnerabili.
L'obiettivo sarebbe creare un quadro che consenta non solo il funzionamento delle agenzie delle Nazioni Unite, ma anche di aprire uno spazio affinché altri paesi possano sostenere energeticamente Cuba senza esporsi a sanzioni.
Pressione energetica sull'isola
La crisi energetica a Cuba si è intensificata negli ultimi mesi dopo l'interruzione delle spedizioni di petrolio dalla Venezuela, che per decenni è stata il principale fornitore di carburante dell'isola.
Allo stesso tempo, il governo statunitense ha intensificato la pressione sul regime cubano attraverso sanzioni mirate a limitare l'approvvigionamento di petrolio nel Paese.
In questo contesto, l'ONU tenta di aprire un canale diplomatico che permetta di garantire un minimo di combustibile per mantenere i servizi umanitari essenziali, mentre la crisi energetica continua a influenzare il trasporto, l'attività economica e la vita quotidiana della popolazione cubana.
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