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La organizzazione animalista Huellas al Rescate ha denunciato la pubblicazione di un uomo che ha mostrato decine di jicoteas ammassate in cattive condizioni a Las Tunas per la loro presunta commercializzazione, il che ha provocato un'ondata di indignazione tra attivisti e utenti.
La entità non profit ha condiviso questo venerdì sulla sua pagina Facebook la cattura dell'annuncio pubblicato da un uomo identificato come Amaury González nel gruppo Revolico Puerto Padre.
Nell'immagine si osservano decine di jicoteas ammassate in uno spazio ridotto con acqua stagnante e senza condizioni minime di igiene o spazio, una situazione che è stata definita preoccupante e potenzialmente costitutiva di maltrattamento animale.
L'organizzazione ha ricordato che le jicoteas fanno parte della fauna selvatica cubana e che la loro cattura, detenzione e commercializzazione senza autorizzazione è illegale nel paese.
“Gli animali non sono merce né oggetti. Meritano rispetto, protezione e un trattamento dignitoso,” ha affermato il collettivo dedicato alla riabilitazione degli animali senza casa, con l'obiettivo di trovare loro famiglie adottive responsabili, con sedi nei comuni tuneri di Puerto Padre, Delicias, Menéndez e Las Tunas.
Ha avvertito inoltre che mantenere questi animali in condizioni di sofferenza potrebbe violare il Decreto-Legge sul Benessere Animale in vigore a Cuba dal aprile 2021.
Huellas al Rescate ha chiesto all'interessato di contattare l'organizzazione per fornire spiegazioni e cercare una soluzione responsabile per gli animali.
In caso di mancata risposta, il gruppo ha assicurato che invierà le prove alle autorità competenti, tra cui il Corpo Forestale e le entità responsabili dell'applicazione della normativa sul benessere animale.
La pubblicazione ha provocato numerose reazioni sui social media, dove diversi utenti hanno espresso indignazione e richiesto sanzioni per chi maltratta o commercia animali selvatici.
Alcuni commenti hanno sottolineato direttamente la possibile intenzione di vendere le jicoteas, mentre altri hanno messo in discussione la mancanza di applicazione efficace delle leggi di protezione degli animali nel paese.
“Se quel decreto venisse realmente rispettato, né questa immagine né il maltrattamento degli animali a Cuba esisterebbero”, ha scritto un'utente, riflettendo un sentimento ricorrente tra attivisti e cittadini che considerano insufficiente la risposta istituzionale di fronte a questi casi.
L'episodio riporta al centro del dibattito il trattamento delle jicoteas a Cuba, una specie che appare spesso in denunce per cattura illegale, commercio informale o utilizzo in rituali religiosi.
Hace appena alcuni giorni, il veterinario cubano José Ibrain Venereo Jiménez ha commosso migliaia di utenti sui social condividendo un video in cui ha liberato diverse jicoteas che aveva salvato da venditori e da persone che intendevano utilizzarle in sacrifici religiosi.
Il giovane ha affermato di aver investito più di 14.000 pesos cubani per acquistarle, curarle e poi restituzioni al loro habitat naturale.
Casistiche come questa si sono contrapposte ad altre denunce recenti riguardanti il maltrattamento degli animali nell'isola, dai rituali con sacrifici di jicoteas al deterioramento di strutture statali come l'Acuario Nazionale di Cuba, dove gli attivisti hanno segnalato condizioni inadeguate per la fauna.
In questo contesto, la nuova denuncia diffusa da Huellas al Rescate evidenzia nuovamente una crescente preoccupazione tra i settori della società civile per la reale protezione degli animali a Cuba e per l'apparente impunità con cui continuano a verificarsi situazioni di questo tipo.
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