Creano un'altra azienda a Santiago per il gas liquefatto, ma sui social si ripete la stessa domanda: “Quando sarà l'inizio delle vendite?”



Cilindri di gas liquefatto (Immagine di archivio)Foto © Granma

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La Divisione Territoriale di Commercializzazione dei Combustibili a Santiago di Cuba ha annunciato la costituzione ufficiale dell'Impresa Gas Licuato Oriente (GASLOR), come parte del processo di specializzazione dell'attività di gas liquefatto nel territorio.

Secondo le informazioni diffuse sui social media dalla stampa locale, la nuova azienda è stata costituita il 1° ottobre e il trasferimento definitivo dell'attività di vendita di gas liquefatto alla popolazione si è concretizzato il 1° febbraio, dopo il trasferimento dalla struttura precedente. Il comunicato indica anche che gli avvisi relativi al servizio verranno pubblicati sul canale Telegram identificato come UEB DTCC Santiago de Cuba, che sarà rinominato “Comunicazione GASLOR” e collegato allo spazio digitale “Clienti Con Ragione”.

Facebook / Tvsantiago

Tuttavia, l'annuncio non ha specificato quando riprenderà la vendita di gas liquefatto alla popolazione né ha fornito dettagli sulla valuta di pagamento, sui prezzi o sul piano di distribuzione.

Nei commenti al post ufficiale, la reazione è stata ripetitiva. Decine di utenti hanno posto la stessa domanda: “Quando sarà disponibile la vendita?”. Altri hanno fatto notare che “ciò che manca è il gas” e hanno messo in dubbio che vengano comunicati cambiamenti amministrativi senza chiarire quando potranno tornare ad acquistare il combustibile. Ci sono stati anche coloro che hanno chiesto spiegazioni riguardo alla forma di proprietà della nuova azienda ed hanno espresso preoccupazione per la possibilità che il servizio venga a pagarsi in dollari.

La creazione di GASLOR avviene dopo la sospensione della distribuzione di gas liquefatto a Santiago di Cuba e nel resto delle province orientali, comunicata lo scorso gennaio per mancanza di rifornimenti. In quel momento è stato spiegato che il gas si trovava su una nave proveniente dalla Russia e che il processo di scarico e distribuzione “richiederà tempo”, senza fornire una data concreta per il ripristino del servizio.

La paralisi ha fatto schizzare i prezzi nel mercato informale. Un cilindro di gas domestico è arrivato a essere venduto tra 10.000 e 12.000 pesos nelle zone rurali e fino a 50.000 pesos nelle città orientali, cifre inaccessibili per la maggior parte delle famiglie.

Di fronte alla scarsità, migliaia di famiglie sono tornate a cucinare con carbone vegetale e legna, in mezzo a blackout prolungati e difficoltà nell'accesso ad altri combustibili. In diverse province, i sacchi di carbone hanno superato i 2.000 e fino a 3.000 pesos, mentre sui social media abbondano le denunce sul ritorno al focolare improvvisato come unica alternativa domestica. In questo contesto, la crisi è stata descritta come un regresso forzato che costringe a “disenterrrare il focolare di legna”, mentre in altri paesi si discute di energie rinnovabili e nuove tecnologie.

A Santiago di Cuba, dove la sospensione è stata ufficialmente confermata settimane fa, l'ufficializzazione di una nuova struttura imprenditoriale non chiarisce la principale incertezza della popolazione: quando tornerà a essere venduto gas liquefatto in modo regolare e a quali condizioni.

Per ora, la domanda che si ripete sui social media continua a non avere una risposta concreta.

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Redazione di CiberCuba

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